“Hai visto l’orso? Aiutaci a conoscerlo meglio!” La nuova indagine del PNAB

Il Parco Naturale Adamello Brenta sta conducendo uno studio riguardante gli incontri uomo-orso bruno avvenuti in Trentino, raccogliendo le testimonianze, attraverso delle interviste, di chi ha vissuto la particolare esperienza di un incontro con il plantigrado. Per “reclutare” il maggior numero di testimoni disponibili a raccontare la propria esperienza, contribuendo così alla ricerca scientifica, il Parco ha lanciato la campagna “Hai visto l’orso? Aiutaci a conoscerlo meglio!”.

 

La ricerca è svolta in sinergia con il lavoro di monitoraggio e controllo svolto dal personale del Servizio provinciale Foreste e Fauna, impegnato a raccogliere quotidianamente informazioni e testimonianze sulla presenza dell’orso bruno (nelle foto in alto di Gilberto Volcan un esemplare) e sugli eventuali incontri diretti.

 

L’obiettivo del Parco è di approfondire le conoscenze in merito all’etologia dell’orso, in particolare riguardo ai comportamenti che assume quando incontra l’uomo e verificare così l’eventuale esistenza di fattori in grado d’influenzare il plantigrado. Contestualmente si vogliono sondare le reazioni delle persone nel momento in cui si trovano inaspettatamente di fronte a questo animale, per cercare di comprendere se esistono elementi in grado di modificare l’opinione/accettazione degli osservatori nei confronti della specie, in seguito all’incontro.

 

Foto Andrea Mustoni

Dopo 18 anni dalla liberazione dei primi 10 orsi provenienti dalla Slovenia, la popolazione di plantigradi in Trentino oggi è stimata in un range di 44-63 esemplari. Se da un punto di vista ecologico, si può dire che il progetto abbia avuto un buon successo, il futuro della specie è sempre più legato al grado di accettazione sociale e alle misure gestionali messe in campo per semplificare la convivenza uomo-orso.

«Ciò che ci aspettiamo dalla ricerca – ha spiegato Andrea Mustoni, responsabile del Settore ricerca scientifica ed educazione ambientale del Parco – non sono differenze sostanziali nell’etologia dell’orso, quanto, piuttosto, nell’attitudine delle persone in caso d’incontro alla luce anche della massiccia campagna informativa sulle norme di comportamento che la Provincia e il Parco hanno attuato negli ultimi anni. È inoltre evidente che lo scopo della ricerca è di avere dati reali che siano capaci di descrivere oggettivamente il comportamento degli orsi in relazione alle nostre possibili reazioni nel momento dell’incontro. Comunicare l’esito della ricerca sarà un servizio nei confronti dei turisti e dei nostri con valligiani che potranno conoscere meglio un animale selvatico troppo spesso demonizzato da alcuni e santificato da altri. Il compito del Parco è raccontare la verità attraverso la voce di chi ha vissuto l’incontro in prima persona».

Nel contesto della ricerca ha trovato uno spazio importante la tesi di laurea di Arianna Bonavida, studentessa in Tecnologie forestali e ambientali dell’Università di Padova, che sta svolgendo il proprio tirocinio al Parco Naturale Adamello Brenta.

Chiunque abbia incontrato l’orso ed è disponibile a raccontare la sua esperienza può contattare il Parco (0465.806666 o orso@pnab.it) e sarà poi richiamato dalla ricercatrice Arianna Bonavida per una breve intervista.

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