Trento Film Festival: “svelati” il Paese ospite (l’Islanda) e il manifesto della 65. edizione

Il Trento Film Festival ha presentato oggi le prime anticipazioni della 65. edizione della rassegna (che si svolgerà dal 27 aprile al 7 maggio) rendendo noti il Paese ospite protagonista della Sezione “Destinazione…” che quest’anno sarà l’Islanda e l’immagine del manifesto, firmata dall’artista Guido Scarabottolo.

A illustrare le novità sono stati il presidente del festival Roberto De Martin, la direttrice, Luana Bisesti e il responsabile del programma cinematografico, Sergio Fant.
Presenti alla conferenza, in rappresentanza dei soci del festival (Cai, Comune di Trento, Comune di Bolzano e Camera di Commercio di Trento) gli assessori alla Cultura dei Comuni di Trento e Bolzano, rispettivamente Andrea Robol e Sandro Repetto, il presidente della Camera di Commercio, Giovanni Bort.

«L’Islanda – ha spiegato il presidente De Martin – costituirà uno dei momenti più importati della manifestazione. Con un ricco programma cinematografico e un altrettanto programma di eventi, andremo alla scoperta di questo Paese dalla natura unica e affascinante, dove la forte crescita del turismo mette di fronte a nuove sfide, specchio di quello che tanti altri paesi custodi di straordinari patrimoni naturali devono affrontare, ovvero il dilemma tra l’opportunità di nuove fonti di reddito e la sostenibilità sociale e ambientale. Partendo proprio dall’Islanda rifletteremo durante il festival sul rapporto tra l’uomo e la natura perché si avverte un bisogno sempre più forte di ritorno alla natura, di un contatto con un ambiente meno antropizzato e più selvaggio. Le gravi crisi climatiche in atto – ha continuato il presidente del festival – stanno modificando la nostra vita in modo significativo, facendo emergere, da un lato, la necessità di un adattamento a questi cambiamenti in termini di prevenzione e gestione dei rischi, penso soprattutto agli eventi come le straordinarie nevicate in Abruzzo e la tragedia della valanga a Rigopiano, alle cui vittime va un nostro sentito ricordo; e, dall’altro, l’urgenza di un impegno maggiore per preservare l’ambiente in cui viviamo, fondando le nostre scelte e comportamenti sulla base delle leggi che governano la natura, in modo sostenibile. Da questo punto di vista la montagna, la sua cultura e i problemi cui deve fare fronte possono rappresentare un territorio ideale dove compiere un percorso per conoscere, scoprire o sperimentare diversi stili di vita all’insegna della sostenibilità».

Il manifesto
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Il manifesto del 65. Trento Film Festival “firmato” da Guido Scarabottolo

Il manifesto della rassegna quest’anno è firmato dall’artista e illustratore Guido Scarabottolo, il quale ha spiegato così la sua opera: «La montagna è il luogo del silenzio. Il silenzio è il luogo della possibilità. La montagna è anche il luogo dell’eco. E l’eco è la possibilità di ascoltarsi, di trovare sé stessi. Il disegno che rappresenta quest’anno il festival è nato (non ci avevo pensato e quindi non lo avevo detto a nessuno) in Trentino. Su un quaderno che mi accompagnava durante una breve vacanza. Dal tempo che abbondava e anche dalla curiosità di sperimentare un pennello progettato per tirare righe diritte, di esplorarne le possibilità. Da allora ho usato più volte disegni simili. Sono molto contento (e anche piacevolmente sorpreso, devo ammettere) che gli organizzatori del festival abbiano deciso di adottare proprio questa tra le diverse soluzioni che avevo proposto. Un disegno un po’ severo, un po’ silenzioso, un po’ misterioso. Fatto per lasciare a chi lo guarda la possibilità di dipanare pensieri e immaginazione. Fatto per essere esplorato alla ricerca di cose che sono dentro di noi. Come la montagna».
«Guido Scarabottolo, noto anche per le copertine dei libri della casa editrice Guanda – ha evidenziato Luana Bisesti – è un artista che amiamo definire “dell’essenziale”, per la sua capacità di cogliere gli aspetti primari e più importanti della vita. Così come ha fatto con il nostro manifesto, un disegno fatto, come ha spiegato l’autore, “per essere esplorato alla ricerca di cose che sono dentro di noi”. Come la montagna. Nel manifesto, infatti, della montagna emergono le linee essenziali, quelle che l’occhio umano mantiene nel ricordo, quelle che fanno sognare e generano, come onde, nuove idee e sensazioni. Ma sono anche le linee della forza della natura, come quelle della lava che erutta dai vulcani dell’Islanda e che ricordano come l’uomo sia prima di tutto uno dei tanti organismi del nostro unico pianeta Terra».

Islanda foto scena del film We Are Still Here_1
Una scena del film We are still here della sezione “Destinazione… Islanda”
Il Paese ospite della sezione “Destinazione…”

«La differenza tra le temperature della lava che sgorga dai suoi vulcani e quelle delle gelide acque dell’Oceano Atlantico che la circonda – ha evidenziato Luana Bisesti – testimoniano quanto estreme possano essere le condizioni di vita in Islanda. Vita che è, però, profondamente legata a ciò che offre l’ambiente naturale: così come nel passato, ancora oggi le attività prevalenti in Islanda sono la pesca e soprattutto l’allevamento, alle quali si sono aggiunte adesso le fonti energetiche rinnovabili, confermando, ma anche rendendo più complicato, questo stretto rapporto tra gli islandesi e il loro territorio. E a questo si aggiunge il problema della sostenibilità connesso al boom turistico di questi ultimi anni. In collaborazione con l’Ambasciata dell’Islanda dedicheremo a questo straordinario Paese diversi eventi, tra i quali, nell’ambito della sezione “Destinazione… Islanda” del festival, un ricco itinerario cinematografico con opere in gran parte inedite in Italia, soprattutto documentarie. Continuerà così il nostro impegno per fare “viaggiare” il pubblico del festival, alla scoperta di luoghi unici e affascinanti, intendendo il viaggio come esperienza di conoscenza dell’altro, come contaminazione dei punti di vista e come apertura dei propri confini. In quest’ambito – ha continuato Luana Bisesti – da questa edizione, insieme a Montura si intensifica il rapporto con il progetto FuoriRotta, nato per incentivare e sostenere nuovi viaggi non convenzionali, realizzati con mezzi non omologati e attraverso terre e storie non scontate. Il prossimo 26 febbraio, alle 18, al Cinema Astra, sarà presentato, con la partecipazione dei protagonisti dello scorso anno, il bando 2017 di FuoriRotta, rivolto a giovani under 30 per progettare il loro viaggio alla ricerca di altri orizzonti».

«L’asse dell’intera programmazione cinematografica dedicata all’Islanda – ha aggiunto Sergio Fant – così come spiegato in dettaglio nel comunicato stampa a parte, sarà il rapporto tra gli islandesi e la loro terra, con la natura, gli animali, soprattutto con la tradizione secolare degli allevamenti, ma si parlerà anche delle battaglie a difesa dell’ambiente contro l’abuso dello sfruttamento delle risorse naturali, delle conseguenze sociali dovute alla crisi finanziaria e delle rapide trasformazioni dell’industria ittica, i cui interessi mettono a rischio un intero stile di vita e organizzazione sociale tradizionalmente basati sulla pesca».

L’iniziativa “Destinazione… Islanda” è realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto. Il programma cinematografico si avvale della collaborazione ufficiale con Icelandic Film Centre, l’ente nazionale di promozione cinematografica.

64° TRENTO FILM FESTIVAL | Montagna / Società / Cinema / Letteratura - FILE ATTESA SPETTATORI CINEMA VITTORIA

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