Trentino Alto Adige al secondo posto in Italia per la raccolta differenziata

L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale)  ha reso noto il “Rapporto rifiuti urbani – Edizione 2016″ che fornisce i dati, aggiornati all’anno 2015, sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l’import/export, a livello nazionale, regionale e provinciale.con i dati aggiornati al 2015).

In base al Rapporto la regione Trentino Alto Adige si è confermata al secondo posto per la raccolta differenziata con il 67,4%, dopo il Veneto che ha raggiunto una quota del 68,8%.  In particolare la Provincia autonoma di Trento ha raggiunto nel 2015 il 72% di differenziata. Nel 2014 era al 71,3%. Per quanto riguarda la produzione dei rifiuti si segnala in Trentino Alto Adige una riduzione dell’1,4%. Entrambe le regioni (Veneto e Trentino Alto Adige) sono già dal 2014 al di sopra dell’obiettivo del 65% fissato dalla normativa per il 2012.

Produzione di rifiuti

Ma qual è la situazione in Italia per quanto riguarda la produzione di rifiuti. In base al Rapporto dell’Ispra a livello nazionale si tende a produrre sempre meno rifiuti: nel 2015 sono stati prodotti 29,5 milioni di tonnellate i rifiuti urbani, con una riduzione dello 0,4% rispetto al 2014 e del 5,9% rispetto al 2011. A ridurre di più la produzione di rifiuti sono state le regioni del Centro Italia (- 0,8%), che in valori assoluti producono 6,6 milioni di tonnellate di rifiuti, mentre il Nord si è mantenuto sulla media nazionale (-0,4%) con un quantitativo prodotto pari a 13,7 milioni di tonnellate; al Sud la produzione si è contratta dello 0,2% a fronte di una produzione di 9,2 milioni di tonnellate di rifiuti.

Le regioni italiane più virtuose nella riduzione della produzione di rifiuti sono state 11, in particolare, con una decrescita di poco inferiore al 3%, l’Umbria; cali superiori o pari al 2% si sono avuti in Liguria, Veneto e Lazio; in Trentino Alto Adige la riduzione è stata dell’1,4%, in Basilicata – 1,1%, in Calabria – 1%; Lombardia, Marche, Puglia e Sardegna  hanno registrato una riduzione inferiore all’1%. Al contrario, piccole percentuali di crescita al di sotto dell’1% si sono avute per Sicilia, Molise e Toscana mentre al di sopra di tale soglia si è attestata la variazione percentuale dell’Emilia Romagna (+1,1%) e del Friuli Venezia Giulia (+1,6%).

L’Emilia Romagna è la regione che produce più rifiuti per abitante, 642 kg pro capite nel 2015, seguita dalla Toscana con 608 kg, a fronte di una media nazionale di 487 kg (Trentino Alto Adige  461 kg)  (474 Kg in Europa, dato 2014).

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Raccolta differenziata

Nel 2015, la percentuale di raccolta differenziata ha raggiunto il 47,5% della produzione nazionale, facendo rilevare una crescita di + 2,3 punti rispetto al 2014 (45,2%), superando i 14 milioni di tonnellate.

Nel Nord il quantitativo si è attestato al di sopra di 8 milioni di tonnellate, nel Centro a quasi 2,9 milioni di tonnellate e nel Sud a 3,1 milioni di tonnellate. Tali valori si traducono in percentuali, calcolate rispetto alla produzione totale dei rifiuti urbani di ciascuna macroarea, pari al 58,6% per le regioni settentrionali, al 43,8% per quelle del Centro e al 33,6% per le regioni del Mezzogiorno.

In base al Rapporto il Veneto è la regione italiana più virtuosa nella raccolta differenziata (68,8%), seguita dal Trentino Alto Adige (67,4%).  Seguono, tra le regioni più virtuose, il Friuli Venezia Giulia (62,9%), e Lombardia, Marche, Emilia Romagna, Sardegna e Piemonte con tassi superiori al 55%. Tra 45% e 50% si collocano Abruzzo, Umbria, Campania, Valle d’Aosta e Toscana. Liguria e Lazio sono di poco al di sopra del 35%, mentre superano il 30% la Basilicata e la Puglia.

La Calabria è la regione che fa segnare la maggiore crescita della percentuale di raccolta differenziata, +6 punti rispetto al 2014, anche se il 25% la colloca ancora al penultimo posto tra le regioni, seguita solo dalla Sicilia (12,8%).

Sfiorano i 5 punti di crescita Valle d’Aosta e Lazio. Quanto alle province, i livelli più elevati di raccolta differenziata si rilevano, analogamente ai precedenti anni, per Treviso, che nel 2015 si attesta all’84,1%. Prossimo all’80% è il tasso della provincia di Mantova (79,9%) e pari al 78,4% quello di Pordenone. Al di sopra del 70% si collocano anche Belluno, Trento, Macerata, Parma e Vicenza. Le peggiori province italiane per la raccolta differenziata sono, invece, tutte in Sicilia: con valori inferiori o di poco superiori al 10%: Palermo (7,8%) Siracusa (7,9%), Messina (10,1%) e Enna (10,8%).

La tipologia di rifiuto che si raccoglie di più è sicuramente quella organica (umido e verde), che da sola rappresenta il 43,3% della raccolta differenziata in Italia.

L’umido continua nel trend di crescita degli ultimi 5 anni: nel 2015 ha superato i 6 milioni di tonnellate ed è aumentato del 6,1% rispetto al 2014. A livello nazionale ogni abitante raccoglie in media oltre 100 kg di frazione organica a testa.

 

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