I “tre moschettieri” della montagna

di Massimo Dorigoni – foto di Michael Werlberger

Moreno Pesce, Giuliano Mancini e Heros Marai, sono loro i tre moschettieri che domenica 25 marzo hanno affrontato la difficile risalita della famosa pista sciistica di Wengen in Svizzera. 1038 i metri di dislivello dal basso verso l’alto, percorrendo una lunghezza di 4,48 chilometri. Tre atleti che, amputati di una gamba, da qui il nome “Team3gambe”, si sono lasciati alle spalle le disavventure di gravi incidenti e si sono ritrovati, come una vera e propria squadra, a guardare la vita con occhi diversi.

La voglia di tornare a rimettersi in gioco, anche nello sport, ha avuto la meglio. Dalle prime salite estive, gareggiando con i runner sui sentieri di montagna, alle risalite invernali su piste innevate, dal Trentino dove li avevamo lasciati dopo l’impresa della Tulot Vertical Up – Ski Alp Val Rendena, fino in Svizzera, a Wengen appunto. Un cammino, quello dell’ultimo anno, che ha visto questi tre ragazzi portare un esempio di sacrificio per trasmettere un messaggio forte: mai arrendersi alle avversità della vita.

Il trio “Team3gambe”: da sinistra, Giuliano Mancini, Moreno Pesce e Heros Maria

«Ci vuole sempre un po’ di sana pazzia nelle cose», questa la prima frase rilasciata dai tre moschettieri dopo essere rientrati dall’avventura che gli ha visti protagonisti in terra elvetica. È stato il portavoce del gruppo Moreno Pesce a trarre le conclusioni di questa ultima e affascinante avventura.

Quali sensazioni dopo questa risalita verticale?

«È’ stata un’emozione unica, ci siamo recati lì per conquistare la bandiera Svizzera e ci siamo riusciti. L’organizzazione ci ha appoggiati e premiati. All’arrivo abbiamo festeggiato suonando il tipico corno svizzero e, alcune centinaia di metri dopo, brindato davanti allo sbandieratore con una bottiglia del miglior spumante spumante».

Il momento della premiazione dopo l’impresa di Wengen

Quanto conta la solidarietà tra di voi?

«L’incoraggiarsi a vicenda, l’essere d’accordo di partecipare a questi eventi sperando nel bel tempo e brindare in compagnia a conclusione era il nostro intento e ci siamo riusciti anche questa volta. Per tutti carta bianca durante la gara con l’entusiasmo di ritrovarsi poi all’arrivo a fare festa. Solidarietà e amicizia tra noi, anche perché le menomazioni di ognuno sono talmente diverse che mettersi in competizione sarebbe assurdo».

Il team3gambe, un gruppo sempre più affiatato e motivato quindi?

«Il gruppo si dimostra sempre più unito anche perché non c’è competizione ma voglia di divertirsi e stare assieme. La nostra passione di base è la montagna, il fatto che sempre ci godiamo dei paesaggi stupendi e il trasmettere quel messaggio che ci è tanto caro: “Mai arrendersi alle avversità della vita”».

Rimaniamo in argomento, quali i prossimi obbiettivi?

«L’obbiettivo principale per il “team3gambe” sarà di partecipare alla Vertical Sass de Fer sul lago Maggiore, il 21 aprile. Il via sarà dato nel centro di Laveno e ci vedrà affrontare un percorso lungo 3,5 chilometri con un dislivello positivo di 900 metri sul tracciato direttissimo che sale sul Sasso del Ferro appunto».

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