Terme di Comano: alla ricerca del segreto delle sue acque

di Giacomo Antonello, ricercatore OWL (Open Wet Lab) 

Una seduta di immersioni nell’acqua termale viene considerata da tutti un toccasana. Esistono molte stazioni termali in Europa, alcune di queste hanno delle caratteristiche benefiche al punto che intorno ad esse sono nati interi centri specializzati nella cura di determinate patologie. Tre quelle dedicate alle malattie della pelle se ne distinguono alcune in Francia (Avene, la Roche-Posay, Uriage) ma in Italia c’è un caso particolare che si guadagna le prime pagine del settore: le Terme di Comano, in Trentino, nelle Giudicarie.

Non si sa precisamente quando le sue proprietà furono scoperte, ma nel 1800 degli scavi riportarono alla luce delle rovine di una stazione termale dell’antica Roma, segno di una storia millenaria. Nel medioevo nell’area di Comano sorgeva un albergo, verosimilmente relazionato alle terme.

Molte leggende avvolgono le qualità dell’acqua delle terme di Comano. Giovanni Prati raccontava di una maga, Sibilla, che fece guarire un conte che aveva delle fastidiose macchie rosse su viso e braccia semplicemente immergendolo in una fonte lì vicino.

Leggende a parte, la fonte nel medioevo cadde nel dimenticatoio, per poi essere riscoperta nel 1800. Scoperta che indusse a effettuare gli scavi, riportando in auge le acque e le loro proprietà curative. La ragione di questa fama risiede nella capacità che ha quest’acqua di lenire malattie dermatologiche croniche quali psoriasi ed eczemi.

Oggi il Centro benessere che sorge intorno alle terme offre consulenze e trattamenti professionali, sia estetici , sia dermatologici. Chi riceve una diagnosi medica di queste malattie della pelle, può detrarre le spese delle cure come fosse un farmaco comprato in farmacia. Ed effettivamente è così: l’acqua di Comano è riconosciuta come una terapia efficace per alleviare queste condizioni: trattamenti personalizzati, regolati e standardizzati, consentono una riduzione quasi totale dei fastidiosi sintomi che le caratterizzano.

Il Centro termale di Comano è retto dall’Assemblea dei sindaci della zona, un consorzio nato grazie alla donazione, a favore dei poveri dei comuni dell’area, da parte del notaio Giovanni Battista Mattei che ne era il proprietario . Da quando furono riscoperte dal vasto pubblico, nell’ XIX secolo, il consorzio dei comuni di Comano ha sempre avuto il merito di volere dimostrare scientificamente i benefici di quest’acqua.

Finora le ricerche, dirette dal Centro di ricerca G.B. Mattei, con a capo il dottor Mario Cristofolini, supportate finanziariamente dai comuni della zona, hanno evidenziato che la ragione di queste caratteristiche potrebbero dipendere non solo dalla composizione salina dell’acqua, che è sovrapponibile a quella degli acquedotti dei dintorni. L’ipotesi che è stata avanzata, considerata valida dalla comunità scientifica, è che le sue qualità siano dovute a una composizione microbiologica praticamente unica al mondo.

Per dimostrarlo, è stata aperta una fruttuosa collaborazione con il Centro di Biologia Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento. Attualmente s’individuano due linee di ricerca complementari: la prima mira a trovare singoli microorganismi capaci di interagire con il sistema immunitario dei malati di psoriasi e dermatite atopica, regolandone l’attività con conseguente miglioramento dei sintomi. A questo progetto sta lavorando il professor Olivier Jousson e il suo team, che sta cercando d’individuare, isolare, e coltivare tali microbi con proprietà immunomodulatorie.

La seconda linea di ricerca punta invece a individuare variazioni nel microbiota cutaneo (la popolazione microbica totale che popola la nostra pelle) prima e dopo i trattamenti balneari, per cercare di definire se ci sono specie microbiche che sono collegate al successo del trattamento. Tale approccio è basato sulla metagenomica,  una nuova frontiera della ricerca che riesce a studiare la complessità di una comunità microbica in un dato ambiente, per esempio la pelle, senza la necessità e difficoltà di coltivare i microorganismi di interesse. Di questo si occupa il professor Nicola Segata, che ha  trovato variazioni significative del microbiota nei campioni studiati di pazienti con psoriasi rispetto a controlli sani.

Le ricerche continuano, ma si respira aria di attesa speranzosa, fino al momento in cui Mario Cristofolini, il Centro di Ricerca Mattei, e tutta la comunità di Comano non potranno orgogliosamente affermare di avere svelato il segreto dell’acqua di Comano, scoperta che potrebbe aprire nuovi orizzonti di terapia per psoriasi e dermatiti atopiche, malattie fastidiose quanto incurabili. Almeno fino ad oggi.

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