Teatro, poesia e storie di donne tra gli appuntamenti della rassegna

I numerosi appuntamenti serali e pomeridiani che si affiancheranno alle serate evento vedranno come protagonisti personaggi celebri del mondo dell’alpinismo, della cultura e dello spettacolo. Attraverso le loro parole, la poesia, la musica e il teatro, ci faranno conoscere nuovi modi di vivere e interpretare la montagna, avvicinandoci anche a diverse culture e differenti visioni.  

Domenica 29 aprile offrirà al pubblico del festival due spettacoli sulla bellezza della natura e la montagna da non mancare: il primo alle 19, allo Spazio Archeologico del SASS (Piazza Cesare Battisti) dal titolo La montagna vivente, uno “spettacolo poetico”, con lo scrittore e giornalista Marco Albino Ferrari. 

Marco Albino Ferrari questa volta racconterà l’affascinante figura della scrittrice scozzese Nan Shepherd che per tutta la vita ha affrontato le impervie alture dei Cairngorm, nella Scozia Meridionale, alla scoperta del loro straordinario ambiente naturale. Verso la fine della Seconda guerra mondiale le sue riflessioni e i suoi appunti sono confluiti in un libro che in Gran Bretagna è diventato un classico e ha fatto scrivere a “The Guardian”: «Il libro più bello sulla natura e il paesaggio che sia mai stato scritto». 

Al Teatro San Marco (via San Bernardino, 6), alle 21, andrà in scena, in collaborazione con Montura, lo spettacolo teatrale Un alt(r)o Everest, di e con Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi. I due attori, conosciuti al grande pubblico per il grande successo del precedente lavoro (S)legati tornano sulla scena con una nuova coinvolgente storia, accaduta realmente, quella di Jim Davidson e Mike Price, due amici, una cordata che nel 1992 decidono di scalare il Monte Rainier, nello stato di Washington, Stati Uniti.
Il sogno di una vita che non sarà solo la conquista di una vetta, ma un punto di non ritorno, un cammino impensato dentro alle profondità del loro legame, un viaggio che durerà ben più dei 4 giorni impiegati per raggiungere la cima.

“La storia di Mike e Jim – spiegano gli autori – parla di qualcosa che tutti abbiamo conosciuto e con la quale prima o poi dobbiamo fare i conti: la perdita, il lutto, la mancanza… e assieme quel dialogo, silenzioso e profondo che continuiamo ad avere con le persone che non sono più con noi ma che in qualche modo… continuano ad essere con noi”. 

Nasim Eshqi (foto Frank Kretschmann)

Martedì 1 maggio, alle 18.30, alla Sede della Sosat (Via Malpaga 17) un pomeriggio davvero speciale con Climbing in Iran e libertà. Come la gravità porta all’uguaglianza. La giornalista Marzia Bortolameotti dialogherà con Nasim Eshqi, alpinista e climber iraniana che con la sua testimonianza ed entusiasmo introdurrà il pubblico del festival allo scenario iraniano, con un focus su rocce e sviluppo di falesie di arrampicata. La climber iraniana parlerà anche del suo contesto culturale e di come abbia trovato la sua via in quanto donna.

A precederla, il 28 aprile, alle 16, al Supercinema Vittoria, in collaborazione con il National Geographic e MUSE-Museo delle Scienza, si potrà assistere a un’altra importante testimonianza di cosa significhi diventare guida alpina e alpinista per una donna in un Paese dove la montagna è un mondo appannaggio soprattutto degli uomini, quella di Pasang Lhamu Sherpa Akita, la principale guida alpina del Nepal e la prima donna nepalese a scalare il K2. Per il suo coraggio durante il terremoto del 2015 le è stata assegnato il premio del National Geographic “Adventurer of the year”. Al festival parteciperà alla proiezione del film che la vede protagonista Mothered by mountains. Nella stessa occasione, a seguire, sarà proiettato il film Jane, di Brett Morgen (Stati Uniti / 2017 / 90′) sulla grande storia di Jane Goodall, la donna che con le sue ricerche sugli scimpanzé ha rivoluzionato gli studi sui primati. Alla fine della proiezione Marco Cattaneo modererà l’incontro con Daniela De Donno, presidente del Jane Goodall Institute Italia e gli esperti del MUSE.

Pasang Lhamu Sherpa Akita

Martedì primo maggio, alle 20.30, all’Impact Hub (via Sanseverino 95) in occasione del lancio della serie di Sky Arte, sarà presentato, a cura de L’Officina e Impact Hub Trentino, ’68, un documentario in quattro puntate dedicato a al movimento di contestazione del 1968 che partì proprio da Trento. Un’occasione per incontrare i protagonisti di questa pagina di storia. Una serata scandita da musica e immagini per rivivere una stagione irripetibile.

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