Protocollo tra Provincia e Hydro Dolomiti Energia su qualità delle acque e uso energetico

Migliorare ulteriormente la qualità delle acque e la valorizzazione dell’uso energetico delle risorse naturali rinnovabili. Sono questi gli obiettivi del protocollo d’intesa siglato dalla Provincia autonoma di Trento con Hydro Dolomiti Energia, il maggiore produttore idroelettrico del Trentino.

L’accordo prevede una sperimentazione circa l’aggiornamento dei valori di deflusso minimo vitale (vale a dire il rilascio di una quantità d’acqua minima costante) di alcuni corsi d’acqua utilizzati a scopo idroelettrico che presentino un equilibrio ecologico buono. Il perdurare di queste condizioni sarà monitorato attraverso l’indice di Habitat e l’Appa (Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente) vigilerà affinché l’equilibrio sia sempre preservato. Il progetto avrà un’attuazione progressiva ed entro la primavera del 2017 arriverà a regime con un adeguamento dei rilasci d’acqua complessivamente quantificabile in una riduzione media di circa il 13% rispetto ai volumi oggi attuati.

L’iniziativa permetterà un recupero della capacità produttiva stimato in circa 80 milioni di chilowattora di energia elettrica, pari ai consumi elettrici annuali di circa 30.000 famiglie. 

L’accordo, vincola Hydro Dolomiti Energia a reinvestire una quota dei maggiori benefici economici per finanziare opere e iniziative a carattere ambientale, secondo uno specifico Piano di opere e di attività aggiuntive a favore del territorio, piano che sarà costruito nell’ambito di un confronto, di fatto già avviato attraverso il Consiglio delle autonomie locali, con le amministrazioni locali interessate.

“Il protocollo – ha spiegato una nota della Provincia – punta alla ricerca del delicato equilibrio tra gli obiettivi della qualità delle acque trentine e la valorizzazione della capacità produttiva connessa all’utilizzo della risorsa idrica, la principale fonte di energia pulita di cui dispone il Trentino. Per il perseguimento di questo obiettivo, la Provincia e Hydro Dolomiti Energia hanno messo in campo un progetto sperimentale che prevede la ricalibrazione dei valori di rilascio della portata per il deflusso minimo vitale  da alcune opere di presa inerenti alcune grandi derivazioni idroelettriche”.

«Si tratta di un progetto importante e complesso – ha sottolineato l’assessore all’ambiente Mauro Gilmozzi – attraverso il quale ci assumiamo la grande responsabilità di tradurre in un’iniziativa concreta i principi dello sviluppo sostenibile ed equilibrato. Infatti, attraverso questo progetto sperimentale, reso possibile solo a seguito delle analisi e dagli approfondimenti scientifici realizzati dall’amministrazione provinciale dopo l’approvazione del Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche (PGUAP), che hanno condotto all’adozione prima dei bilanci idrici e in seguito del Piano di tutela delle acque, si punta a ricercare, attraverso un approccio prudente, graduale e costantemente monitorato nei sui effetti, il punto di equilibrio tra le esigenze di tutela e valorizzazione della risorsa acqua».

dsc_0116_imagefullwide
Un momento della conferenza stampa di presentazione del protocollo d’intesa tra la Provincia e Hydro Dolomiti Energia

L’accordo approvato si colloca nel contesto normativo sull’utilizzo delle acque pubbliche, che fin dal 2000 prevede che in Trentino, gli impianti idroelettrici garantiscano il rilascio di una quantità d’acqua minima costante – il deflusso minimo vitale – in modo da assicurare la salvaguardia dell’ambiente acquatico e la continuità dell’ambiente fluviale che utilizzano. Con l’adozione del Bilancio idrico provinciale (quantità delle acque) e, in particolare, del Piano di tutela delle acque (qualità delle acque) è stata introdotta la possibilità di verificare l’eventuale adeguamento dei valori di deflusso minimo vitale in presenza di determinate caratteristiche del corso d’acqua identificate nei piani stessi.

«Questo progetto – ha evidenziato l’assessore Gilmozzi – si accompagna all’attivazione, dal 1 gennaio 2017, dei rilasci da tutte le altre piccole derivazioni insistenti sul reticolo idrografico provinciale (circa un migliaio tra idroelettriche e per tutti gli altri usi) nella misura di 2 litri al secondo per chilometro quadrato di bacino imbrifero sotteso, già previsto dalla Giunta con deliberazione del 18 dicembre 2015. Nel suo complesso, quindi, la comunità trentina potrà registrare un ulteriore passo in avanti nel percorso, avviato circa 15 anni fa, di progressivo recupero della quantità e della qualità delle acque e, più in generale, degli ambienti acquatici (torrenti, fiumi e laghi)».

«Produrre questa energia con una fonte pulita e rinnovabile come l’acqua – ha evidenziato l’ingegnere Lorenzo Cattani di Hydro dolomiti energia  – permetterà di . Questo significa un contributo concreto contro il cambiamento climatico a favore dell’ambiente e delle generazioni future. Ciò senza contare che non ci sarà un ulteriore uso del territorio per realizzare nuove opere, aumenterà la quota di energia ceduta gratuitamente alle amministrazioni pubbliche per fare funzionare gallerie, musei, scuole e ospedali e gli enti locali disporranno di maggiori risorse economiche da investire per le comunità grazie all’incremento di canoni e sovracanoni rivieraschi e dei consorzi Bim».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi