Sentiero attrezzato Apolloni, per una montagna per tutti.

di Massimo Dorigoni

In una giornata uggiosa di metà settembre in Val d’Ambiez, nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta, è stato inaugurato il nuovo sentiero attrezzato SAT dedicato a Mariella Apolloni, moglie del gestore del rifugio Agostini, Ignazio Cornella.

Al taglio del nastro erano presenti i rappresentanti della Commissione sentieri della SAT, il presidente del sodalizio, Claudio Bassetti e i famigliari di Mariella Apolloni.

Alla base del sentiero è stata posta una targa con dedica. Tornati al rifugio gestito dalla famiglia Cornella, è stato il figlio Roberto a spiegarci: «La ferrata si sviluppa in circa 200 metri. Nel primo tratto ci sono due o tre passaggi leggermente esposti, ma molto comodi. Ci sono delle cenge, non è una parete a strapiombo e non è verticale, ma chiaramente bisogna prestare attenzione. Dopo di che diventa un sentiero normale e tranquillo in mezzo alle pietraie. Quindi è sostanzialmente un sentiero attrezzato adatto a tutti».

Un sentiero, questo, di collegamento anche tra due rifugi?

«Sì, il sentiero porta infatti verso il rifugio Pedrotti-Tosa in circa 2 ore e 30 minuti. Si parte dal rifugio Agostini seguendo il segnavia 320 che è il sentiero Palmieri. Oltrepassata la forcolotta di Noghera si prosegue ancora per una ventina di minuti. Lì si trova una deviazione che indica il sentiero attrezzato 320B che aiuta a mantenersi in quota. Altrimenti si può proseguire in basso seguendo il vecchio sentiero che scende fino in fondo alla Pozza Tramontana e poi risale al rifugio Pedrotti».

Si tratta di un nuovo sentiero attrezzato che arricchisce una già fitta rete di sentieri e ferrate?

«Nuovo non direi, era comunque un vecchio sentiero già ideato e fatto da mio padre Ignazio, gestore del rifugio Agostini, negli anni ottanta. Ora è stato ripristinato e messo in sicurezza grazie all’ottimo lavoro della ditta trentina OR.BA.RI dell’alpinista Elio Orlandi. Il sentiero è stato dedicato a mia madre Mariella, entusiasta rifugista già dal 1977. Con questa bella e significativa opportunità diventa così la montagna di tutti e non solo dei grandi alpinisti che hanno compiuto ardite imprese. Un’opportunità per far capire appunto che in montagna c’è anche chi dà un sevizio lavorandoci con serietà e passione valorizzando il territorio con il proprio sacrificio e con umiltà e semplicità».

Il rifugio Agostini (foto archivio Rifugio Agostini Facebook)

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi