Recupero e riqualificazione energetica: altri 5.400.000 euro per l’anticipazione delle detrazioni fiscali

In considerazione del successo delle domande (659 richieste ritenute ammissibili dallo scorso aprile a oggi) per accedere ai contributi provinciali per il recupero edilizio e riqualificazione energetica (in attuazione della legge provinciale 1/2014) la Provincia autonoma Trento ha stanziato, per questa tipologia d’incentivi, altri 5.400.000 euro in dieci anni, dall’esercizio finanziario 2019 al 2028, cifra che si aggiunge ai 4.700.000 euro già prenotati a bilancio per quest’anno.

In pratica la Provincia assume a proprio carico gli oneri degli interessi derivanti dall’anticipazione delle detrazioni d’imposta, previste dalle disposizioni statali, per le spese relative agli interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica. Le nuove domande di contributo potranno essere presentate fino al 30 novembre.

«C’è stata una risposta positiva a questa opportunità – ha spiegato l’assessore alla Coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa, Carlo Daldoss – che è stata introdotta sia per incentivare il risparmio energetico che per sostenere le attività economiche legate all’edilizia. Per questo abbiamo pensato di incrementare l’impegno finanziario per darle attuazione, anche a volere sottolineare quanto questo intervento sia coerente con le ultime scelte urbanistiche che vanno nella direzione di recuperare l’esistente invece che costruire il nuovo occupando ancora preziose porzioni di territorio».

Le novità del bando 2017

Si è deciso di estendere sia la tipologia delle unità immobiliari destinatarie degli interventi, sia i soggetti che possono presentare la domanda di contributo. In particolare, con riferimento alle categorie catastali, si è estesa l’ammissibilità anche agli interventi di recupero e/o di riqualificazione energetica di unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/2 e C/6 per la trasformazione di questi fabbricati a unità immobiliari ad uso abitativo. Inoltre si è estesa al coniuge e/o convivente, non proprietario, la possibilità di presentare la domanda congiuntamente al proprietario dell’unità immobiliare.

Un esempio pratico

Una persona che prevede di sostenere una spesa di ristrutturazione pari a 100.000 euro beneficia di una detrazione d’imposta teorica statale pari a 48.000 euro (il massimo previsto in caso di ristrutturazione) mediante dieci rate annue di 4.800 euro da inserire nella propria dichiarazione dei redditi. Qualora questa persona abbia accesso al contributo provinciale in oggetto, potrebbe recarsi presso una banca convenzionata e stipulare un contratto di mutuo della durata di dieci anni per l’importo di 48.000 euro (anticipando quindi in termini di liquidità la detrazione d’imposta statale di cui beneficerà nei successivi 10 anni). La persona dovrà poi rimborsare annualmente alla banca una rata del mutuo composta dalla quota capitale più la quota interessi. La Provincia rimborserà direttamente alla persona la totalità degli interessi pagati alla banca mediante 10 rate annuali di pari importo. Per effetto delle modalità di calcolo del contributo nei primi anni la persona riceverà un contributo leggermente inferiore rispetto a quanto pagato alla banca per la quota interessi ma negli ultimi anni riceverà un contributo leggermente superiore in modo tale che alla fine dei dieci anni il contributo totale corrisponderà agli interessi complessivamente pagati.

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