I “genitori” delle Dolomiti di Brenta

Gigantesche bancate di materiale calcareo costituite da scheletri e gusci di numerosi tipi di molluschi, come gasteropodi, lamellibrànchi, detti anche bivalvi e poi varie specie alghe, spugne, madrepore che formavano degli ambienti marini tropicali simili alle attuali barriere coralline. Sono questi i “genitori” delle vette principali delle Dolomiti di Brenta, vere e proprie montagne di organismi marini che hanno dato vita a una delle catene montuose più affascinati del mondo.

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Un atollo dell’Oceano Pacifico circondato dalla barriera corallina

La vette centrali delle Dolomiti di Brenta, comprese tra Cima Tosa e il massiccio del Grostè, si sono formate in un braccio del golfo oceanico chiamato Tetide, principalmente nel periodo Norico, circa 216 milioni di anni fa. All’epoca, dove oggi svettano Cima, Tosa, i Campanili Alto e Basso, Cima Brenta, gli Sfulmini, c’era un mare tropicale, con acque calde e poco profonde e spiagge fangose, dove prosperavano tutte queste comunità di organismi marini.

L’equilibrio di questo delicato ambiente costiero ad un certo punto della sua evoluzione fu, però, spezzato da un fenomeno naturale dalle proporzioni imponenti, infatti, il fondale marino incominciò ad inabissarsi, abbassandosi, nel giro di alcuni milioni di anni, addirittura di oltre 1000 metri. Per adattarsi a questa trasformazione ambientale le diverse specie marine, che per sopravvivere avevano bisogno di acque poco profonde, misero in atto una strategia di difesa che ha del sorprendente: per istinto, cominciarono a disporre le loro colonie a torre, le une sopra le altre, formando, nel tempo, delle vere e proprie montagne di organismi viventi, che avevano come basamento i loro stessi resti inorganici, come gusci e conchiglie. Questa soluzione consentì la riproduzione e quindi la sopravvivenza delle varie specie che, nonostante l’abbassamento del fondale marino, si potevano spostare verso l’alto, sovrapponendo le nuove colonie alle precedenti e dando così avvio alla formazione dei progenitori delle nostre straordinarie Dolomiti.

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Ed è davvero affascinante sapere che le rocce delle Dolomiti di Brenta si sono formate in questo ambiente marino più di 200 milioni di anni fa. “Un’eternità”, verrebbe da dire, anche se in effetti, questo tempo geologico non è così lontano se lo raffrontiamo con la formazione della crosta terreste, avvenuta 4 miliardi di anni fa, nell’era Archeozoica o con la comparsa delle prime forme di vita complessa nei mari, verificatesi circa 600 milioni di anni addietro. Rispetto alla comparsa dell’uomo sulla Terra, allora, il discorso cambia. Basti pensare che le prime specie del genere Homo (Homo abilis e Home erectus), precedute da un ominide denominato Australopiteco, hanno fatto la loro comparsa solo 2 milioni di anni fa. E che la nostra specie, quella dell’uomo moderno (Homo sapiens sapiens), si è sviluppata appena 40-30 mila anni fa, in un periodo, quindi, recentissimo nella scala dei tempi geologici, paragonabile, se raffrontata al tempo scandito dall’orologio che usiamo tutti giorni, solo a pochi secondi fa.

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