Si punta a un turismo basato sulla natura

Un turismo basato sulla natura, a cominciare dalla valorizzazione del bramito del cervo. È questo uno dei progetti su cui ha intenzione di puntare il Parco Nazionale dello Stelvio Trentino che ha deciso di lavorare al nuovo Piano del Parco (che sarà definito entro il prossimo autunno) partendo dal basso, ovvero ascoltando la comunità per condividere le strategie di sviluppo. Un metodo di lavoro che sta riscontrando il favore delle persone presenti numerose all’incontro organizzato recentemente a San Bernardo di Rabbi.

Durante l’evento, al quale hanno partecipato, tra gli altri, Luca Pedrotti, coordinatore scientifico del Parco, Lorenzo Cicolini, sindaco di Rabbi e presidente del Comitato provinciale di Coordinamento e di indirizzo del Parco, Claudio Ferrari, dirigente del Servizio Sviluppo sostenibile e Aree Protette, sono state illustrate le proposte per la valorizzazione turistica del bramito del cervo e dell’Area Plan, Piazzola – Somrabbi.

«Il cervo nel Parco sta bene – ha spiegato Luca Pedrotti -. Nei parchi sono vivono circa 10 mila cervi, di cui il 70% proprio nel Parco dello Stelvio. Da quindici anni la popolazione è in equilibrio stabile con l’ambiente. Nel Parco gli animali sono confidenti e questa circostanza è un punto di forza perché sono visibili. Ecco perché abbiamo pensato di sviluppare un turismo basato sulla natura in alcune aree del Parco dello Stelvio. Turismo basato sulla natura vuol dire anche attrezzare i boschi, lavorare sulla comunicazione delle iniziative e sull’accoglienza turistica. È un turismo che permette di entrare in empatia con l’ambiente e immergersi nella natura».

(Foto Piero Cavagna – Archivio Ufficio Stampa Pat)

 

Il progetto di valorizzazione del bramito prevede di definire alcune aree specifiche con un periodo di sperimentazione. In particolare si lavorerà sulla segnaletica, l’individuazione di una rete di sentieri in cui i visitatori si dovranno impegnare a non uscire. In questo modo i cervi si abituano all’uomo, diventando più confidenti e i visitatori potranno osservare gli animali in natura, durante il giorno, liberi, nel loro quotidiano.

In Svizzera hanno già sperimentato con successo questo approccio, dove i parchi intrecciano visita, natura, scienza. Un’analoga esperienza ha rilevato che su 120 mila visitatori sono state registrate soltanto 30 infrazioni alle regole.

«La valorizzazione del bramito – ha aggiunto Luca Pedrotti – potrebbe portare peraltro a un turismo annuale, anche nelle stagioni in cui attualmente è debole. Bisogna però attrezzarsi a raccontare e fare conoscere questa opportunità. Sul piano scientifico e di ricerca si può immaginare un censimento del cervo al bramito, organizzare avvistamenti notturni con scanner termici per osservare la fauna».

Il prossimo appuntamento sul Piano del Parco sarà a Cogolo il 13 giugno, alle 20.30, per parlare di valorizzazione turistica del bramito e mobilità sostenibile nella zona di Val del Monte, Val de la Mare e Rabbi.

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