Il nuovo progetto di Hervé Barmasse: Shisha Pangma 8027 metri

Per Hervé Barmasse, il celebre alpinista di Valtournenche, è iniziato il conto alla rovescia: tra circa una settimana insieme al tedesco David Göettler, tenterà di salire in Tibet il suo primo Ottomila, aprendo una nuova via sulla parete sud dello Shisha Pangma (8.027 metri). Un’avventura che cercherà di realizzare senza l’ausilio di ossigeno, corde fisse e campi pre-allestiti.

«Inseguo il sogno di scalare il mio primo Ottomila senza passare da una via normale. Farlo per una via nuova sarebbe bellissimo. Si tratta di un progetto coerente con l’alpinismo che ho sempre cercato di fare e di vivere, sia come atleta, sia dal punto di vista degli ideali», ha spiegato del Team The North Face. «Un alpinismo di esplorazione e avventura, cioè fedele all’idea di confrontarmi con qualcosa che ancora non conosco e lontano dall’affollamento delle vie normali sugli Ottomila. Riconosco che è un progetto molto ambizioso, ma preferisco fallire tentando l’impossibile, che salire fino in vetta seguendo una pista battuta insieme a tantissime altre persone».

Al tentativo sullo Shisha Pangma, Barmasse arriva dopo due fasi di acclimatamento.

Hervé Barmasse con Reinhold Messner al Trento Film festival 2015 (Foto Beber)

La più recente, è iniziata il 26 aprile e ha previsto anche un paio di notti trascorse a sei mila metri su una delle montagne della valle dell’Everest. Un’altra (“necessaria”), i due alpinisti l’hanno poi passata a  sette mila metri quando già si trovavano in Tibet.

Alla prima, svolta a febbraio, oltre a lui e a Göettler partecipò Ueli Steck l’alpinista svizzero recentemente scomparso ai piedi del Nuptse 7861m. Hervé lo ha ricordato così:

«I punti in comune sui quali ci trovavamo d’accordo erano davvero tanti, a partire dall’alpinismo solitario. La stima nei tuoi confronti, e l’amicizia che ci ha legato, mi hanno fatto apprezzare di te l’uomo oltreché l’alpinista. Come scalatore nessuno poteva metterti in discussione, e chi lo faceva, era perché non aveva mai avuto la fortuna di condividere una giornata in montagna con te, Swiss Machine. Ho imparato molte cose nel periodo trascorso assieme, grazie di cuore Ueli. L’alpinismo perde un riferimento importante, ma abbiamo una strada da seguire che porta il tuo nome, fatta dal tuo talento, dalla tua forza, dai tuoi sogni».

 

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