Progetto C3A e Centro Ricerca e Innovazione FEM per alternative a rame e insetticidi nell’agricoltura

Il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (C3A), struttura accademica congiunta tra Fondazione Edmund Mach e Università di Trento, in stretta sinergia con il Centro Ricerca e Innovazione FEM, hanno vinto un bando europeo per studiare alternative del rame e degli insetticidi nelle colture di maggior interesse per il Trentino, facilitando l’adozione di strumenti e tecnologie sicure per l’ambiente e nel contempo economicamente sostenibili per gli agricoltori. Il progetto, finanziato con 4 milioni di euro, rientra nell’ambito del programma europeo Horizon 2020.

 L’iniziativa scientifica, coordinata dal più importante centro per la ricerca in agricoltura biologia in Europa, il Forschungsinstitut fuer Biologischen Landbau Stiftung (Fibl), durerà quattro anni, da investire per la messa a punto delle soluzioni innovative più facilmente e velocemente trasferibili nel modo produttivo ed per una fase di sperimentazione che coinvolgerà le stesse aziende agricole biologiche coordinate a livello europeo dall’International Federation of Organic Agriculture Movements European Union (IFOAM-EU). Per l’Italia parteciperanno alla fase operativa le aziende coordinate da Federbio, realtà che già collabora con FEM dopo la firma di un accordo di collaborazione nel 2017. Il presupposto dello studio è l’interesse crescente del consumatore e del cittadini nei confronti dell’agricoltura biologica e dei prodotti alimentari coltivati con questo approccio.

 I ricercatori saranno impegnati soprattutto nella ricerca e sviluppo delle alternative al rame come fungicida, in particolare in viticoltura. Nello specifico, si sta lavorando in collaborazione con un’importante industria su un principio attivo naturale, che si trova in natura in quantità minimali ma è ottenibile in grandi volumi su scala industriale mediante un processo enzimatico a partire da ingredienti alimentari.
Il principio attivo è stato già testato in vigneto su scala ridotta con evidenti soddisfazioni in termini di efficacia. Il secondo filone di lavoro è la sostituzione degli insetticidi, soprattutto quelli a base di oli minerali, con metodi di confusione sessuale degli insetti basata su vibrazioni. Nel progetto si lavorerà anche su un nuovo prodotto derivato da una pianta (un lontano parente del fagiolo) che ha un’azione inibitoria sulla digestione degli insetti.

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