Popolamenti e spopolamenti nell’arco alpino

Dall’8 al 10 febbraio, la Fondazione Franco Demarchi offre alla città di Trento un incontro internazionale dal titolo suggestivo, “Highlanders! – Popolamenti e spopolamenti nell’Arco Alpino”, due momenti di lavoro seminariale e un evento serale e conclusivo “Montagne di esperienze”, presso il palazzo delle Albere, aperto alla cittadinanza.

Si tratta della terza edizione di un ciclo di incontri internazionali e transregionali su temi di grande interesse per le popolazioni dell’arco alpino. Dopo aver analizzato i sistemi di welfare alpino e il tema della produzione di conoscenza, la terza edizione riguarderà i mutamenti demografici accorsi nell’arco alpino negli ultimi anni, con un focus particolare sulle dinamiche di cambiamento. Particolare attenzione non potrà che essere dedicata ai flussi migratori (siano essi di popolazione straniera che inerenti a fenomeni quali i “neo-montanari”) e al loro conseguente impatto sulla rivitalizzazione del territorio alpino.

Venerdì 9 febbraio saranno presentati i dati sui flussi migratori verso le terre alte, le loro caratteristiche e alcune buone pratiche sulla gestione e valorizzazione di detti flussi. Sabato 10 febbraio verrà offerta una panoramica delle politiche europee inerenti il contesto demografico alpino e sarà presentato un volume sull’immigrazione straniera nelle aree montane italiane. Successivamente saranno approfonditi alcuni temi a livello di workshop tematici, come quelli del lavoro e delle competenze, delle comunità alpine come luoghi di accoglienza e della dimensione culturale come momento di rigenerazione delle aree alpine.

La sera di venerdì 9 febbraio al Palazzo delle Albere, nella cornice dell’evento “Montagne di Esperienze”, verrà presentato il volume “Il Cane, il lupo e Dio” con l’autore Folco Terzani che racconterà la sua particolare esperienza legata al vivere in montagna. Interverranno anche Agito Ideo Gudeta, la pastora etiope -ormai nota al pubblico trentino- impegnata nel creare possibilità di integrazione degli immigrati attraverso la propria attività imprenditoriale, e infine Giulia Mirandola, operatrice turistica e culturale (ha creato “Il Masetto” a Terragnolo), che parlerà della sua esperienza: la realizzazione di un progetto in un territorio montano marginale che prevede la promozione del territorio attraverso un’idea inedita di turismo, con al centro l’illustrazione e la narrazione del paesaggio, la programmazione culturale, la cucina tradizionale, la cura dell’ambiente circostante.

 

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