PNAB: “Per noi educare vuol dire raccontare le cose belle che si trovano nel nostro territorio”

di Chiara Grassi

Negli ultimi due anni, il Parco Naturale Adamello Brenta ha riorganizzato completamente il settore educazione ambientale e il suo approccio con le scuole. Abbiamo fatto il punto con Andrea Mustoni (responsabile del Settore Ricerca scientifica e divulgazione ambientale del Parco) e Chiara Scalfi (responsabile dell’educazione ambientale) in un’intervista che fornisce un quadro completo delle proposte del Parco per le scuole. (Nella foto in alto Chiara Scalfi e Andrea Mustoni)

Perché il Parco fa educazione ambientale?
Andrea Mustoni. «L’educazione ambientale è una della attività istituzionali dell’Ente Parco ovvero uno dei motivi per i quali esistiamo. In effetti, educare a un utilizzo sostenibile dell’ambiente è il miglior modo possibile per essere efficaci nella sua tutela. Si potrebbe dire che, attraverso l’educazione ambientale, proviamo a dare alle persone un libretto di istruzioni per poter vivere la natura delle nostre montagne in modo rispettoso e intenso senza rovinarne le diverse componenti. Per il Parco, “educare” vuol dire raccontare le cose belle che si trovano nel nostro territorio e da quelle lasciare alle persone un’idea di conservazione della natura che possa essere utile nel contesto della visita di altre zone e soprattutto nella vita di tutti i giorni attraverso i piccoli grandi comportamenti che possano aiutare l’ecologia del pianeta. In questo contesto il nostro target principale sono i bimbi e i ragazzi contattati nelle scuole che, oltre a essere particolarmente recettivi ai temi ambientali, costituiscono il futuro delle nostre montagne e si fanno portavoce dei temi ecologici anche nelle loro famiglie di appartenenza. Ma non trascuriamo la componente dei turisti, i nostri ospiti che vorremmo fruissero del nostro ambiente in modo corretto, arricchendo il loro bagaglio culturale sulla natura. Siamo consapevoli che ogni volta che, a vario titolo, siamo chiamati a comunicare, il nostro compito è fare educazione ambientale, perché l’ambiente è il vero motivo di esistenza delle aree protette».

 

Studenti in visita in Valagola

Educazione ambientale  e ricerca scientifica, due temi che il Parco ha deciso di affrontare e riunire in un unico Settore della sua struttura interna.
Andrea Mustoni. «Il Parco ha sempre cercato di utilizzare tutte le informazioni a propria disposizione per realizzare al meglio le attività di educazione ambientale. Per questo motivo in realtà gli storici settori della ricerca scientifica e dell’educazione ambientale hanno sempre collaborato sinergicamente al solo obiettivo del bene dell’ente. Ora, l’istituzione di un settore unico che prende il nome di Settore Ricerca Scientifica ed Educazione Ambientale ha ulteriormente incentivato le collaborazioni interne, ottimizzando le risorse umane e strumentali a disposizione. Va inoltre evidenziato che con un unico settore operativo, spesso accade che gli stessi operatori impegnati nelle attività di monitoraggio ambientale abbiano il compito di realizzare attività di educazione nel contesto delle quali hanno la possibilità di portare la loro esperienza diretta, con un evidente potenziamento dei messaggi portati “di prima mano”, di raccontare la loro conoscenza del parco e delle sue peculiarità. In sintesi, un unico settore che racchiuda la ricerca e l’educazione ambientale è sia un’idea che trae origine dall’opportunità di razionalizzare le risorse a disposizione, sia di essere incisivi e più bravi a spiegare alle persone le tante cose belle che offrono gli ambienti naturali delle nostre montagne, fornendo loro informazioni su come viverle in equilibrio con le esigenze di tutela».

Come è strutturato il nuovo Settore in termini di personale e di obiettivi specifici?
Andrea Mustoni. «Il nuovo settore del Parco, come dicevo, ha l’obiettivo di portare nell’educazione ambientale quanto dedotto nelle ricerche scientifiche realizzate sul nostro territorio con l’idea di conoscerlo meglio. I monitoraggi ambientali stanno alla base del concetto stesso di Parco perché siamo dell’idea che sia impossibile tutelare senza conoscere. Allo stesso tempo è evidente che la conoscenza stessa delle situazioni ambientali sia un bene da comunicare, trasmettere alle persone come un valore educativo utile a vivere gli ambienti naturali in modo sostenibile ovvero in modo che rimangano integri per le generazioni future. Per favorire questi passaggi il Parco ha a disposizione una squadra affiatata di operatori di esperienza più che decennale nel campo dell’Educazione Ambientale che conoscono molto bene le nostre montagne e sono in grado di partecipare anche, solo per fare due esempi che mi sono cari, al monitoraggio degli stambecchi e alle indagini sull’orso bruno in collaborazione con il Servizio Foreste e Fauna della Provincia autonoma di Trento. Nel nostro settore lavorano attualmente due funzionari e circa una decina di operatori ambientali. Occasionalmente integriamo il personale per far fronte alle esigenze stagionali. Inoltre in pianta organica abbiamo anche due ex guardiaparco che però attualmente non sono a disposizione l’uno perché in aspettativa e l’altro in comando ad altra struttura. Con noi lavora inoltre un terzo funzionario che si occupa della gestione del Geoparco e dell’organizzazione dell’importante meeting che ospiteremo nel settembre del 2018».

Attività didattica in Val di Fumo

Qual è l’offerta del Parco per le scuole?
Chiara Scalfi. «Il percorso di educazione ambientale che viene proposto agli istituti comprensivi dell’area Parco, inserito nel progetto più ampio dal titolo “In ricerca con il Parco”, si articola in dieci unità didattiche che affrontano varie tematiche, da quelle prettamente naturalistiche, orso e i grandi carnivori, botanica, geologia e fauna a quelle di sostenibilità ambientale, acqua, paesaggio e energia con l’obiettivo più ampio di utilizzare i “dati” della ricerca scientifica come punto di partenza e base imprescindibile per educare alla sostenibilità ambientale. Per gli alunni delle prime e seconde classi delle scuole primarie i progetti prevedono un’uscita di mezza giornata con gli educatori ambientali del Parco nei pressi della scuola mentre, per le altre classi delle scuole primarie e per quelle delle scuole secondarie di 1° grado, le attività si svolgono con uscite di tutta la giornata nel territorio e presso le Case del Parco. Per tutti i progetti sono previsti alcuni incontri informativi con gli insegnanti in modo da poterli coinvolgere nella realizzazione e condivisione dei progetti. Per tutti gli altri Istituti scolastici vengono proposte iniziative di uno o più giorni presso le foresterie e Case del Parco. Lo scorso anno sono stati coinvolti 2000 alunni degli istituti dell’area Parco e circa 3000 studenti provenienti da scuole della provincia e fuori provincia».

Quali sono gli scenari futuri per le attività di educazione ambientale nel Parco?
Chiara Scalfi. «Prima di tutto vale la pena evidenziare che il Parco cercherà di mantenere il più alto possibile l’impegno nei confronti dell’educazione ambientale dei giovani in età scolare oltre che di tutti i residenti e gli ospiti del nostro territorio. Per quanto riguarda più specificatamente l’attività con le scuole, per il futuro un aspetto chiave sarà il coinvolgimento dei docenti nella definizione e realizzazione delle attività di educazione ambientale per affrontare un percorso che sia il più possibile condiviso. In questo contesto ci appare sempre più importante la partecipazione a momenti e corsi di formazione/informazione per gli insegnanti, oltre che collaborare a percorsi formativi proposti da altri Enti. È evidente infatti che, fermo restando il ruolo del parco, gli insegnanti siano i primi portatori dei valori ambientali che reputiamo focali per la sostenibilità ambientale. In questa direzione si è svolto, negli scorsi mesi, il corso di formazione “Dall’Europa al Trentino: Rete Natura 2000” realizzato con la collaborazione dell’Ufficio Biodiversità e Rete Natura 2000 della Provincia e che ha visto la partecipazione di 60 insegnanti delle scuole del Parco».

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi