Pernice bianca, l’uccello dalle zampe di lepre

Relitto glaciale, “maga” del criptismo, fedele per la vita, la pernice bianca stupisce per le doti di animale alpino

L’inverno è ormai arrivato in quota e la pernice bianca ha quasi completato la muta del proprio piumaggio che, da novembre a marzo, diventa candido come la neve, ad eccezione delle piume esterne della coda che rimangono nere.

In questa immagine una pernice bianca in volo (foto Jacopo Rigotti)
Quando completa la muta del piumaggio la pernice bianca diventa tutta bianca, ad eccezione delle piume esterne della coda di colore nero (foto Jacopo Rigotti).

Questo uccello, dalle capacità di adattamento alle alte quote che hanno dello straordinario, è definito un “relitto glaciale” perché, come spiega lo zoologo Andrea Mustoni, è rimasta a occupare le zone più alte delle nostre montagne dopo che i ghiacci si sono ritirati dalle zone meno elevate. Oggi questa specie è considerata a rischio a causa del riscaldamento globale che sta modificando il suo habitat naturale.

Durante l’inverno, evidenzia ancora Andrea Mustoni, quando il piumaggio bianco rende la pernice quasi invisibile, le sue zampe si ricoprono di piccole piume che le proteggono dal freddo e le rendono simili a quelle di una lepre. Per questo motivo il suo nome scientifico più utilizzato è Lagopus mutus, dal greco lagos (lepre) e pous (piede). Ai lati delle dita delle zampe sono presenti, inoltre, delle piume modificate che fungono da vere e proprie racchette da neve, agevolando così i movimenti dell’animale sul manto nevoso.

In questa immagine una pernice bianca nel suo caratteristico piumaggio invernale (foto Jacopo Rigotti)
Un bellissimo esemplare di pernice bianca. Si possono notare le zampe piumate che proteggono l’uccello dal freddo (foto Jacopo Rigotti).

La pernice bianca “maga” del criptismo

La pernice bianca, specie monogama, è costantemente in muta e adegua la colorazione del proprio piumaggio all’ambiente circostante. Solo le ali rimangono sempre bianche, mentre la parte restante del corpo può essere grigia e marrone in estate e quasi completamente bianca in inverno.

«Questa strategia – spiega Andrea Mustoni – è una delle massime espressioni di “criptismo” tra gli animali caratteristici delle Alpi. Il criptismo è il tentativo di confondersi con l’ambiente circostante, assumendone forme e colori, per risultare meno visibili nei confronti dei predatori o, viceversa, per avvicinarsi il più possibile alle prede. Questo stratagemma non va confuso con il “mimetismo” che, per definizione, è il tentativo che gli animali possono fare di copiare (mimare) altre specie per trarne dei vantaggi. Un classico esempio di mimetismo è quello dei Silfidi che, pur essendo insetti inoffensivi, tendono ad assomigliare alle vespe per scoraggiare gli eventuali predatori».

In questa immagine una pernice bianca che ha quasi completato la muta del piumaggio (foto Jacopo Rigotti)
La pernice ha quasi completato la muta del suo piumaggio che, da novembre a marzo, diventa bianco (foto Jacopo Rigotti)

La pernice bianca è una specie che stupisce per il modo con cui si è adattata a vivere alle alte quote: oltre alle zampe, sono per così dire “imbottite” anche le sue narici e i tarsi (piedi) essendo ricoperti di piccole piume per difendersi dal freddo. Durante l’inverno, per proteggersi dalle basse temperature, trova rifugio in buche scavate nella neve, confermando ancora una volta, il suo carattere alpino.

Pernice bianca in fase di mute (foto Jacopo Rigotti).
Una pernice bianca in fase di muta (foto Jacopo Rigotti).

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi