Comitato mobilità sostenibile in Trentino: “Serve maggiore determinazione”

di Stefano Albergoni

Nella sede della stazione della ferrovia Trento Malè (scelta non a caso) si è svolta oggi la conferenza stampa indetta dal “Comitato mobilità sostenibile in Trentino” per richiamare l’organo legislativo provinciale a fare quanto promesso da una legge votata a larga maggioranza nel giugno di quest’anno. Si tratta del testo “Pianificazione e gestione degli interventi in materia di mobilità sostenibile”, di iniziativa della giunta  provinciale (assessore Mauro Gilmozzi). Una legge scritta dopo i tentativi di mediazione con il disegno di legge (ddl) d’iniziativa popolare sullo stesso tema, presentato dal Comitato nel 2014 sulla scorta di 3800 firme.

La legge votata dal Consiglio provinciale, hanno ricordato i promotori del ddl d’iniziativa popolare, è utile, ma distante dal loro approccio. In particolare, il ddl prevedeva una netta priorità delle politiche in favore dei mezzi alternativi all’auto privata, investendo risorse significative per migliorare sia la quantità che la qualità del trasporto pubblico.

Il comitato si è chiesto dove siano finiti i buoni propositi dell’assessore e del Consiglio che hanno proposto e votato la legge lo scorso giugno, ma che giace ferma, ancora senza regolamento attuativo e senza applicazione. Tre in particolare, le mancanze messe a fuoco stamani: la mancata stesura del piano della mobilità provinciale partecipato; la mancata istituzione del “mobility manager”; la mancata nomina dell’“Osservatorio della mobilità”.

Va detto che gli obiettivi della legge sulla mobilità sostenibile sono ambiziosi: per il 2020 il 40% degli spostamenti in Trentino dovranno essere in modalità sostenibile e nel 2025 il 50%. “Non c’è tempo da perdere, se si vogliono raggiungere davvero questi risultati” – ha sostenuto il Comitato, che ha incalzato: “Il possesso di un’automobile deve potere essere una scelta, non un obbligo. E ciò diventa possibile solo se esiste un sistema di mobilità efficiente ed efficace alternativo. E questo va pensato, progettato e realizzato con determinazione”.

A sostegno delle loro posizioni, i promotori del ddl d’iniziativa popolare hanno presentato stamani i dati provenienti da un questionario proposto ai partecipanti della fiera “Fà la cosa giusta”, a fine ottobre, che hanno espresso in modo assai chiaro il favore verso investimenti pubblici mirati al potenziamento del trasporto pubblico provinciale e alla disincentivazione dell’uso delle auto private.

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