Orso: le reazioni delle associazioni ambientaliste

Il WWF Trentino Alto Adige ha espresso tutta la sua vicinanza all’uomo ferito a Terlago ed è in attesa di apprendere maggiori dettagli sulle dinamiche dell’accaduto. “È, infatti, necessario – ha scritto l’associazione ambientalista – capire meglio cosa sia successo: se l’aggressione, per fortuna con conseguenze non gravi, sia stata innescata da un comportamento inavvertitamente inopportuno da parte dell’uomo o del suo cane. Nel caso si dovesse trattare, invece, di un orso effettivamente problematico, i cui comportamenti esulano ripetutamente da quelli considerati normali per la specie, potrebbe essere opportuno applicare i protocolli previsti dal piano d’azione per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi (PACOBACE). La convivenza è sempre possibile, con gli opportuni accorgimenti.

Il WWF ha aggiunto inoltre che “è necessario fare un grande lavoro per rendere ancora più consapevoli le persone che ad ogni titolo frequentano le aree abitate da orsi per garantire loro la massima sicurezza e minimizzare il disturbo ai plantigradi. Proprio per questo scopo il WWF ha pubblicato nelle scorse settimane un vademecum “Cosa fare se si incontra un orso”.

Intanto è già salita a 30 mila adesioni la petizione lanciata ieri dall’Enpa (Ente nazionale protezione animali) dal titolo “Nessuno tocchi l’orso”. “L’ordinanza firmata dal presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, – ha scritto l’Enpa – prevede la possibilità della reclusione a vita per l’animale che in determinate circostanze (anch’esse non meglio precisate) potrà essere addirittura ucciso. Insomma si tratta di una vera licenza d’uccidere. Ma anche di quello che Enpa ritiene essere un pericolosissimo precedente”.

Anche la Lav è scesa in campo contro l’ordinanza della Provincia, affermando: “Ergastolo o uccisione. Questo il freddo, agghiacciante verdetto non degno di un Paese civile, avanzato dalla Provincia di Trento per l’orso che si sarebbe scontrato con un uomo – fortunatamente senza gravi conseguenze e al quale esprimiamo la nostra solidarietà – in presenza del suo cane. Si tratta di una sentenza senza processo, emessa sulla spinta emotiva e irrazionale di un’Amministrazione provinciale che vuole pieno diritto di vita e di morte sugli orsi! Gli orsi non sono tornati in Trentino per loro volontà, ma per decisione della Provincia che ne ha fatto un vanto con tanto di pubblicità e a spese del contribuente. Ma gli orsi veri non sono peluche né bersagli. Il Ministro dell’Ambiente Galletti continui pure ad alzare le mani, da Daniza a oggi non c’è una gestione veramente attiva e risolutiva in materia di corretta convivenza con questi animali. Un verdetto contro animali e contro l’ambiente: una grave macchia per il Trentino che fa vanto delle sue bellezze naturalistiche, salvo poi emettere provvedimenti di forza e gravemente coercitivi, come questa Ordinanza. Chiediamo che non faccia parte della squadra del Servizio Foreste efauna della Provincia di Trento che sarà chiamato a dare attuazione all’ordinanza, il medico veterinario che ha già condannato Daniza – e per il quale lo stesso veterinario, per non andare a processo,  è stato ammesso all’oblazione dal Tribunale di Trento per il reato di cui all’articolo 727 bis – e chiediamo di sapere da chi sarà composta tale squadra”.

L’Oipa, Organizzazione Internazionale Protezione Animali ha affermato invece che se la Commissione dei 12 consentirà al presidente della Provincia autonoma di Trento di gestire in via ordinaria la presenza dell’orso in Trentino tramite decisioni che ne mettano a repentaglio la sopravvivenza farà ricorso al Consiglio di Stato e alla Corte Costituzionale, non potendo tollerare un altro caso Daniza 2.

 

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