Orrido di Ponte Alto, il canyon di Trento

Dallo scorso agosto il cosiddetto “Orrido di Ponte Alto” ha iniziato a vivere una seconda vita. Questo incredibile anfratto naturale è stato una delle prime attrazioni turistiche della città di Trento. Molte cartoline del 900 raccontano il fascino romantico dell’orrido e la forte attrazione che esercitava sui primi turisti che scoprivano il Trentino, fino alla chiusura per motivi di sicurezza, negli anni Ottanta.

Il sito era gestito dalla famiglia Tomasi, proprietaria della villa che si affaccia sulla forra, che si fece carico di rendere accessibile il sito, costruendo il percorso di visita. Negli ultimi anni il degrado delle strutture aveva però reso impossibile l’accesso in sicurezza. Nel 2015, il Servizio Bacini montani della Provincia Autonoma di Trento ha progettato un intervento di manutenzione straordinaria degli accessi che ha previsto il completo rifacimento del percorso nella parte prospiciente la forra. Sono stati realizzati due nuovi poggioli di affaccio alle cascate e un camminamento a sbalzo coperto da una struttura paramassi. I recenti lavori consentono oggi l’accesso all’Orrido e restituiscono alla città di Trento uno dei suoi luoghi più suggestivi.

Questa gola è il risultato del lavoro millenario delle acque impetuose del torrente Fersina. Circa 7.000 anni fa, infatti, i detriti depositati dai ghiacciai in ritiro dopo l’ultima glaciazione avevano creato una diga nella piana di Pergine, costringendo il torrente a cercare una nuova via, facendosi strada nella roccia calcarea del luogo. L’azione erosiva del torrente ha creato questa forra con una profondità di un centinaio di metri. Ma a fianco della singolare bellezza del canyon e della straordinaria forza della natura, la forra è anche un incredibile esempio di una delle prime opere di ingegneria idraulica della storia. Il primo intervento dell’uomo in questo luogo risale al 1537. La cosiddetta “Serra di Ponte Alto” venne realizzata per volere del Principe Vescovo Bernardo Clesio per controllare le esondazioni. Si trattava di uno sbarramento che impediva al materiale solido di trasporto di arrivare in città. La “Serra” era stata costruita in legno e raggiungeva l’altezza di 20 metri. Venne demolita più volte dalla furia del fiume e ricostruita altrettante.

L’ultima ricostruzione, quindi il suo aspetto attuale, risale al 1850 da parte dell’Impero austro-ungarico: la struttura venne potenziata fino a raggiungere uno spessore di 6 metri e un’altezza di quasi 43. Questa costruzione risulta ad oggi interrata per circa 2/3 a causa del deposito alluvionale formatosi successivamente alla realizzazione della “Controserra Madruzza”, risalente al 1882 e posizionata 80 metri a valle della serra storica, per un’altezza di 41 metri.

La controserra aveva un duplice obiettivo: stabilizzare e dare sostegno alla prima opera e migliorare l’acquedotto. Le due opere danno origine a due meravigliose cascate: in particolare, scendendo una scala a chiocciola a circa metà del percorso di visita è possibile arrivare sotto una delle due cascate e ammirarla quindi da vicino. L’accesso all’Orrido è posto nei pressi della frazione Cognola, circa 3,5 km ad est di Trento, lungo la ex S.S. n. 47, pochi metri a sud del bivio che conduce alla località Povo ed è comodamente raggiungibile in automobile.

La forra ha l’aspetto di un vero e proprio “canyon” e presenta una profondità di circa 100 metri ed una larghezza variabile, nel tratto mediano e inferiore dell’incisione, da 10 a 15 metri circa, con andamento leggermente sinuoso determinato dalla progressiva erosione fluviale nel tempo e dalle variazioni di velocità della corrente. L’incisione è scavata pressoché esclusivamente nella formazione della Scaglia Rossa, rappresentata da calcari micritici lastriformi rossi (spessore degli strati 5 – 15 cm), talora selciferi, con interstrati marnosi, e da marne. Solo nella parte basale e più a monte della forra l’erosione fluviale – torrentizia ha messo in luce le formazioni rocciose inferiori, rappresentate dalla Maiolica e dal Rosso Ammonitico Veronese e costituite da calcari micritici e da calcari nodulari rossastri, bene stratificati, ad ammoniti.

VISITE GUIDATE

Per motivi di sicurezza la forra è accessibile solo se accompagnati da una guida.

ORARI DELLE VISITE
Sabato e domenica ore 10-11-12-13-14-15-16-17-18 (visite senza prenotazione fino al raggiungimento del numero massimo di 22 persone).
Gruppi organizzati (solo su prenotazione) anche in orari diversi e durante la settimana.
TARIFFE
Adulti: 5,00 euro. Bambini sotto i 12 anni: 3,00 euro. Gruppi organizzati su prenotazione: 80,00 euro.
INFO e PRENOTAZIONI
Azienda per il Turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi Piazza Dante 24 (info@discovertrento.it – tel. 0461.216000)
Ecomuseo Argentario (www.ecoargentario.it)

TRASPORTI PUBBLICI E PARCHEGGI
L’Orrido è raggiungibile con gli autobus extraurbani da Trento e da Pergine. Parcheggio disponibile presso il centro sportivo di Cognola in via Ponte Alto.

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