Nordic walking: «Uno stile di vita»

di Massimo Dorigoni

«Non si vive per fare sport, ma si fa sport per vivere meglio». Un consiglio, questo, sicuramente da seguire soprattutto perché a darlo è un vero e proprio esperto della materia: Pino Dellasega, maestro di sci di fondo e snowboard, istruttore internazionale di nordic walking, istruttore di orienteering, allenatore di sci di fondo e Tecnico federale 3° livello nordic walking della Fidal (Federazione italiana di atletica leggera). Nonché grande campione: nell’orienteering e nello ski-orienteering ha partecipato a 11 campionati del mondo, conquistato ben 17 titoli di Campione italiano assoluto.

Lo abbiamo incontrato a Predazzo, in Val di Fiemme, dove vive, e con lui abbiamo parlato di una delle passioni più grandi della sua vita, il nordic walking, per il quale nel 2008 ha fondato la Scuola italiana di nordic walking, diventata in pochi anni la struttura di riferimento di questa disciplina sportiva in Italia, con oltre 3.000 istruttori distribuiti sul territorio nazionale. Dal 2013 la Scuola, riconosciuta dalla Fidal è la sola struttura abilitata da una federazione a formare gli istruttori di nordic walking, sport che sta riscuotendo un successo sempre più grande tra gli amanti dell’outdoor.

Nella foto Pino Dellasega

Come è nata questa disciplina sportiva?
«Il nordic walking è nato nei paesi scandinavi negli anni Trenta del secolo scorso ed era praticato durante l’estate e autunno dagli atleti dello sci di fondo in modo da arrivare preparati anche con la muscolatura superiore del corpo alle prime gare di dicembre. In quegli anni non vi erano palestre o sistemi particolari di allenamento e quindi i fondisti, per allenare le braccia, facevano i boscaioli oppure correvano e camminavano con i bastoncini».

Perché è così popolare in Val di Fiemme?
«La Valle di Fiemme è stata una delle prime località a credere nel nordic walking anche se all’inizio, soprattutto gli uomini, si vergognavano a camminare con i bastoncini. Adesso sono tantissimi che lo praticano, ma devo dire che i veri bacini dei camminatori sono le grandi città, dove ci sono le persone sedentarie che hanno bisogno di camminare per stare bene e per scaricare lo stress della vita attuale».

Oltre ad attività sportiva può essere una professione?
«Per il momento sono in pochi che insegnano il nordic walking come professione ma per il futuro sicuramente sarà una delle attività che, se organizzata bene, potrà essere anche una fonte di guadagno e di conseguenza un lavoro».

A chi è adatto?
«È adatto a tutti perché si può praticare a tutte le età; camminare con i bastoncini aiuta a prevenire diverse patologie oltre che a dimagrire se insieme al movimento viene abbinata una corretta alimentazione. Inoltre è consigliato anche a livello medico-sanitario per molte patologie tra le quali il diabete, per la riabilitazione post operazione al cuore, per le donne operate al seno, per i parkinsoniani e molte altre patologie. Per chi gode di salute il nordic walking può essere un mantenimento della forma fisica o addirittura un metodo molto efficace di allenamento se inseriamo le tecniche sportive come la corsa, i balzi e i saltelli, rigorosamente fatti con i bastoncini».

Quanto costa l’attrezzatura?
«Il costo dei bastoncini varia a seconda se si prendono di carbonio o d’alluminio. Vanno dai 40 ai 120 euro. Bisogna comunque stare attenti a prendere dei bastoncini da nordic walking, possibilmente con il guantino che si toglie dall’impugnatura con lo sgancio a click. Ci sono ancora diversi negozianti che pur di vendere i bastoncini spacciano quelli da trekking per nordic walking».

In che ambiente si svolge preferibilmente?
«Si può praticare in tutti gli ambienti e territori, dal mare alla montagna, l’importante è non inserire nei percorsi salite e discese che vanno oltre il 10% di pendenza, in quanto nel nordic walking è l’ampiezza dei movimenti che porta i grandi benefici».

Attività per 4 stagioni?
«Certo, si può camminare con i bastoncini in tutti i mesi dell’anno, godendo dei vari paesaggi che la natura ci regala con i suoi colori. In inverno si pratica il winter nordic walking su piste battute e segnalate con un’apposita racchetta denominata rak che permette di eseguire perfettamente il movimento del nordic walking».

I benefici del nordic walking?
«Il nordic walking può essere a ragione considerato una delle attività sportive (alla portata di tutti) più complete in assoluto. Adottando una tecnica corretta si riesce ad avere un elevato coinvolgimento muscolare e un efficace lavoro cardiocircolatorio, ottenendo enormi benefici per la propria salute».

CHIARA VAL DI FIEMME
Chiara Campostrini

Il futuro del Nordic Walking?

«Il futuro è molto roseo in quanto è forse una delle pochissime attività fisiche in continua crescita che addirittura raddoppia i praticanti ogni anno. Prevedo un nordic walking più rivolto alla ricerca interiore che solo il cammino può dare, camminando nei silenzi della natura e ammirare i colori del tramonto. La direzione che prenderò io è il “Brain walking”, mio marchio registrato, dove il cammino diventa consapevolezza e per questo farò nascere una scuola, la “Brain walking school” che insieme all’Outdoor academy, dove farò i corsi per istruttori di Formazione outdoor mirati al Team building per le aziende e manager, che entrambe faranno parte di “Ways – dentro il cammino”, una nuova realtà trentina che ho fondato con Chiara Campostrini».

Il nordic walking è una moda?
«Assolutamente no: è un vero e proprio stile di vita».

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