Nojolia, dai mercatini di quartiere all’e-commerce in Europa

Conciliare famiglia, lavoro, etica e design? È impegnativo ma non impossibile. Parola di Janne Geyer, fondatrice di Nojolia, l’atelier di moda green che dopo un anno di affiancamento in Progetto Manifattura, l’incubatore green di Trentino Sviluppo, si prepara a spiccare il volo in una nuova sede ad Arco.

 

Grazie al tam tam sui social, infatti, la startup – nata per combattere con ago, filo e creatività l’obsolescenza programmata dei vestiti per bambini – è cresciuta fino a diventare una vera e propria community al femminile che esporta in tutta Europa, specialmente nella penisola iberica.

Tra le novità del 2018 anche un intenso lavoro sul web per sviluppare una linea di abbigliamento sportivo da donna personalizzabile online in pochi semplici clic. Passo che ha segnato per Janne Geyer un vero e proprio cambio di strategia nell’organizzazione della startup, che consiste sempre meno nel presidio dei mercatini di quartiere e sempre più nello studio di un’efficiente strategia di digital marketing per raggiungere le piazze commerciali più lontane.

 

Di qui la necessità di razionalizzare la produzione, aprendo un vero e proprio laboratorio, dove produrre abiti da fibre biologiche secondo i più alti standard internazionali GOTS per la tutela delle risorse naturali e dei diritti dei lavoratori e magari anche assumere qualche collaboratore, per trasformare quella che era nata come la passione di una mamma in lotta con lo spreco in una vera e propria attività d’impresa.

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