“MeseMontagna” ha chiuso con Hervé Barmasse un’edizione da record

Più di 2700 biglietti venduti, tutto esaurito a ogni evento, con più di 700 persone alla serata alpinistica di chiusura con Hervé Barmasse, grande entusiasmo tra il pubblico: per il festival “Mese Montagna” quella di quest’anno sarà ricordata sicuramente come l’edizione dei record. Ma gli organizzatori – l’Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e il Comune di Vallelaghi,  in collaborazione con la Comunità di Valle, il Comune di Madruzzo, la sezione locale della Sat e il G.S. Fraveggio) sono già al lavoro per 2018, con l’obiettivo di creare un programma – affermano con entusiasmo – “certamente all’altezza di quello proposto quest’anno”.

Sul palco del festival, che si è svolto a novembre nella palestra del Polo scolastico di Vezzano, sono saliti tra i più grandi alpinisti del momento, dalla coppia Nives Meroi – Romano Benet, ad Adam Ondra, da Manolo a Federica Mingolla, fino a Hervé Barmasse che ha chiuso il festival coinvolgendo il pubblico con il racconto della sua vicenda umana e sportiva, alternando fotografie e clip alla narrazione verbale.

“Ciò che ha colpito di più – spiegano gli organizzatori – probabilmente non è stata la portata delle imprese che ha realizzato Hervé, che pure lo hanno consacrato come uno degli alpinisti simbolo della nostra epoca, paragonato da taluni a miti senza tempo come Walter Bonatti e Reinhold Messner, ma la grande umanità che trasmesso agli spettatori”.

Hervé che sceglie di fare carriera nello sci, deragliando dalla tradizione di famiglia, ma che poi deve riporre ogni sogno nel cassetto a seguito di un bruttissimo infortunio; Hervé che scopre in un colpo solo il fascino del Cervino e quello dell’arrampicata, quasi una folgorazione, grazie ad un’escursione con il papà Marco; Hervé che apre nuove vie e porta a termine ascese in solitaria mai riuscite prima sulle Alpi, in Pakistan, in Patagonia, in Cina e in Nepal; Hervé che rischia la vita scalando per gioco una cascata ghiacciata; Hervé che apre una via sul Monte Rosa insieme al papà sessantenne; Hervé che combatte con una pericolosissima ernia al disco, con una ciste alla gola e con infiniti problemi alle ginocchia; Hervé che rinuncia a conquistare la cima dello Shisha Pangma, fermandosi a tre metri dal traguardo, perché rischiare la pelle non ha mai alcun senso; Hervé che alla nascita della primogenita, appena due mesi fa, si pone il quesito se fermarsi una volta per tutte.

“Si è trattato del miglior atto finale possibile per un’edizione di «Mese Montagna» decollata fin dalla prima serata con Nives Meroi e Romano Benet, che ha visto sfilare anche personaggi come Adam Ondra, Manolo e Federica Mingolla, oltre a quelli che hanno animato i mercoledì sera a Calavino. L’impiego della palestra di Vezzano – spiegano ancora gli organizzatori –  al posto del teatro, indisponibile per lavori di manutenzione, lungi dal penalizzare la manifestazione si è infine rivelato una carta vincente, perché ha permesso di creare scenografie ad hoc e di ospitare un numero di persone decisamente superiore”.

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi