Martino Fruet: quarant’anni e non sentirli

di Massimo Dorigoni

Oggi abbiamo avuto il piacere d’intervistare il perginese Martino Fruet, eterno ragazzo, pluricampione di mountain bike (mtb) con qualità tecniche e forza di volontà ammirevoli. Quarant’anni e non sentirli, ancora tanta voglia di vincere e stupire.

Quale è il segreto per una carriera così longeva e ricca di successi?
«Per la disciplina del ciclismo l’avere quarant’anni non è così vincolante come per altre dove di norma i risultati arrivano in età prettamente giovanile. L’allenamento costante e le corse mi aiutano a tenermi sempre su ottimi livelli di preparazione».

Dove trovi le motivazioni per continuare a correre ed allenarti?
«Le motivazioni sono basate sostanzialmente su due punti: il primo si basa sui risultati che sono ancora buoni a livello nazionale, infatti arrivo sempre nei dieci in quattro campionati italiani di quattro specialità diverse e questo mi da soddisfazione. Altro punto è la multidisciplinarietà: mi alleno su strada, corro il cross country olimpico, XCeliminator, gran fondo, ciclo-cross e l’enduro…sempre in bici ma sempre con stimoli diversi».

Non hai ancora fissato il giorno a cui appenderai la bicicletta al chiodo?
«Per ora non se ne parla…ai Campionati elite assoluto l’anno scorso sono arrivato settimo e ho avuto ottimi risultati anche nelle altre discipline, a livello italiano va ancora bene. Ora devo abbassare un po’ il tiro ma quando fai quarantacinque gare con tredici vittorie in stagione come l’anno scorso, le percentuali sono ancora buone e potrebbe esserci ancora la possibilità di vedermi gareggiare quest’anno in finale di coppa del mondo nel nostro incantevole Trentino, precisamente in Val di Sole».

Trasmettere la passione ai giovani potrebbe essere nel tuo futuro? Magari come allenatore?
«Per ora quello dell’allenatore è un discorso messo da parte. Comunque qualcosa per i giovani lo faccio quotidianamente anche adesso che ancora gareggio, dispensando consigli e stando al loro fianco con preziosi suggerimenti».

(Foto archivio Martino Fruet)

A proposito di giovani e futuro, puoi darci una tua visione?
«Quando ho cominciato io non vi erano grosse possibilità per iniziare e farsi notare in questa attività, c’era qualche società ma niente di più e nelle scuole non veniva promossa questa disciplina, ora i tempi sono maturi e il giro si comincia ad allargare. Speriamo in un futuro roseo visto che qualche giovane si sta già facendo notare».

Ti salutiamo augurandoci di vederti ancora vincente dopo il recente incidente…
«Sì, mi sto riprendendo direi bene, sono a buon punto con il recupero, tra qualche settimana sarò di nuovo in sella. In allenamento sono già operativo su strada poi si torna a gareggiare».

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