Martin Riz: la “bella sfida” del rifugio Antermoia

di Massimo Dorigoni

Oggi abbiamo incontrato Martin Riz, trentasette anni, fassano, guida alpina e coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso alpino-Servizio provinciale trentino. Insignito della medaglia d’oro al valore civile per le operazioni di soccorso in Val Lasties. Succederà ad Almo Giambisi alla gestione del Rifugio Antermoia nel Gruppo del Catinaccio.

Un rifugio suggestivo, una bella eredità. Una nuova sfida…

Il Rifugio Antermoia

«Un’eredità pesante, certamente sì. La vita è fatta di sfide e questa è una bella sfida, un momento dove vado a cambiare un po’ quello che è il mio stile di vita. Da montanaro, uno che è appassionato di montagna, a uno che riesce a gestire un rifugio come quello d’Antermoia. Diventa per me un obiettivo importante».

Pronto a cominciare questo appassionante cammino?

«Emotivamente sono pronto per cominciare, ma prima, nel concreto, ci sono tanti preparativi da fare. Parte del personale che mi segue per la gestione di un lavoro d’equipe al rifugio è già pronto, manca solo qualcuno. In questi mesi comunque ci stiamo organizzando. La fortuna è di avere trovato un rifugio che è nuovo, quindi non ci sono lavori da fare, c’è solo qualche piccolezza da sistemare e questa è già una bella garanzia».

Un primo piano di Martin Riz

Ora ci saranno tante aspettative?

«Immagino…, alla Sat sono arrivate 101 domande per potenziali gestori, numero altissimo. Ho presentato un progetto che penso sia valido che sarà da affrontare in più step. Non riuscirò sicuramente a fare tutto a breve, sarà un programma a lungo termine. Step che partiranno dalla gestione, alla qualità del rifugio. L’organizzazione dell’attività non sarà solo quella della ristorazione, ma riguarderà tutto ciò che è contorno del rifugio. Attività che guarderanno alla montagna a 360 gradi, rivolte in particolare ai bambini, ai giovani, proponendo serate e giornate a tema».

Un rifugio aperto a tutti?

«Sì. Vorrei creare la possibilità di fare vedere l’Antermoia attraverso i media, dare visibilità collaborando con riviste e siti internet, ma che sia, però, una visibilità costruttiva non solo apparenza, dove non ci sia solo la pubblicità, ma anche qualcosa di concreto e tangibile».

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