Marco Olmo: il runner che non conosce limiti

Di Massimo Dorigoni

Marco Olmo, 69 anni, è un esempio di longevità atletica. Nato ad Alba, in provincia di Cuneo, Piemonte, è un runner che non conosce limite. Dopo essersi districato in modo eccellente nella corsa in montagna e nello sci alpinismo, a quarant’anni è passato alle gare estreme, correndo in luoghi a dir poco inospitali in completa autosufficienza.

Dai deserti alle montagne, dalla sabbia alla neve, raggiungendo sempre risultati sbalorditivi vista anche l’età. Qualche sera fa è stato ospite a Trento. Il campione senior di ultramaratona ha coinvolto i presenti in una camminata di circa un’ora alla periferia del capoluogo trentino.

In questa foto e in quella in alto Marco Olmo in azione (foto di Martina Valmassoi)

Semplice quanto affabile durante il tragitto ha colloquiato con i presenti in modo amichevole e schietto raccontando delle sue imprese affrontate in ogni parte del mondo, delle motivazioni che nonostante l’età lo spronano a continuare, dello sport come stile di vita. Il pubblico è rimasto colpito dal suo essere così “alla mano”. Il breve trekking si è concluso dopo circa un’ora con la visibile soddisfazione degli appassionati presenti.

Il pomeriggio è continuato nella sala interna della “Galleria Bianca” della Fondazione del Museo Storico del Trentino. E lì l’atleta ha dapprima presentato alcuni filmati riguardanti due delle sue maggiori imprese, la Marathon de Sables e l’ultra trail du Mont Blanc. Si è poi confidato raccontandoci dei tanti sacrifici per raggiungere simili risultati, della sua singolarità di corridore solitario, questo per non farsi influenzare dal gruppo e per non far vedere le sue debolezze agli avversari durante la gara. Delle grandi amicizie che nascono durante i lunghi percorsi a tappe.

(foto di Martina Valmassoi)

Si è poi prodigato nella narrazione di alcuni aneddoti, di avventure e disavventure che lo hanno visto sia protagonista che attento spettatore. In seguito ha spiegato con una naturalezza disarmante che i limiti nelle persone ci sono, eccome, sia quelli fisici, sia quelli mentali e che la fatica fa parte del gioco, specificando infine che l’integrità della salute viene prima del risultato.

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