Mantova, Parma, Bolzano, Trento e Cosenza al top per le performance ambientali

Mantova, Parma, Bolzano, Trento e Cosenza sono le cinque città capoluogo che guidano la classifica dell’annuale rapporto di Legambiente sulle performance ambientali delle città “Ecosistema Urbano 2018“, redatto con il contributo scientifico di Ambiente Italia, di Ispra per i corpi idrici e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore ed Ispra . In coda alla classifica si posizionano Frosinone, Massa, Agrigento e Catania.

 

Smog, trasporti e gestione idrica sono tra i punti maggiormente analizzati dal rapporto di Legambiente, giunto quest’anno alle venticinquesima edizione. I dati, riferiti al 2017, mostrano un andamento generale ancora troppo lento nelle sfida per migliorare lo stato di salute delle città italiane, ma allo stesso tempo, rivelano dei segnali incoraggianti che “dimostrano una dinamicità, un cambiamento, uno sforzo di uscire dal passato che ha contaminato diverse città, che è ben strutturato e ha bisogno di essere sostenuto e agevolato”: come nel caso della mobilità condivisa di Milano, della gestione dei rifiuti di Oristano, Parma, Trento, Mantova, Treviso e Pordenone, della tramvia di Firenze (e in prospettiva quella dell’ambiziosa rete su binari di Palermo), del contenimento dello spreco di acqua di Macerata e Monza, dell’investimento sul solare di Padova che teleriscalda 6mila studenti delle superiori come ha fatto Udine esattamente un anno fa.

 

“Quella urbana – evidenzia Legambiente – è grande questione nazionale. E non si può lasciare solo alla capacità e alla buona volontà di questo o quel sindaco la scelta se affrontare o meno – e con efficacia – criticità, inefficienze, emergenze. Dalle amministrazioni locali si deve certamente pretendere molto più coraggio, molta più discontinuità e capacità d’innovazione, ma nello stesso tempo è il Paese che deve fare un investimento politico ed economico e mettere tra le priorità di governo un piano per traghettare le città, tutte insieme e non una alla volta, al di là delle secche”.

«Serve un governo delle città a livello nazionale – sottolinea Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -. Non bisogna rispolverare il ministero delle Aree urbane di 30 anni fa, quanto piuttosto una politica governativa trasversale sulla riconversione ecologica delle città che guidi in modo sinergico le azioni dei vari dicasteri a vario titolo coinvolti, dall’Ambiente alle Infrastrutture, dalla Salute ai Trasporti, fino ad arrivare allo Sviluppo economico».

Bolzano, Mantova e Trento e così Cosenza figurano ai primissimi posti per quello che riguarda la depurazione dei reflui, mentre riguardo al contenimento delle perdite di acqua potabile dalla rete idrica Trento è una delle pochissime realtà in linea col valore fisiologico del 15 per cento e Mantova ci si avvicina tantissimo. La coda della graduatoria ambientale urbana (Catania, Agrigento, Massa) è il luogo dove si concentrano risultati mediocri nei vari indicatori considerati (per esempio su 100 litri di acqua potabile immessi in rete Catania ne disperde 45).

Indietro, nelle ultime venti posizioni, si trovano nuovamente alcuni grandi centri urbani: Napoli, Roma, Palermo. Tutte e tre sono ciclicamente vittime dell’emergenza smog e rifiuti, Napoli e Palermo non hanno ancora raggiunto l’obiettivo di raccolta differenziata previsto per il 2006 (il 35 per cento) Torino e Genova appaiono in deficit di qualità ambientale.

Ogni giorno sono circa 10 dieci le vittime della strada nel nostroPaese. Nel 2017 si contano 3.378 vittime, 246.750 feriti, 174.933 incidenti con lesioni a persone. Il numero dei morti torna dunque a salire rispetto al 2016 (+2,9 percento) dopo la riduzione registrata lo scorso anno. Ci sono però città che cominciano a praticare forme di mobilità nuova: a Bolzano, Firenze, Pisa, Torino, Milano, Bologna, Venezia più del 50 per cento degli abitanti cammina, pedala, usa i mezzi pubblici. Ci sono poi alcuni capoluoghi bike friendly, dove più di un cittadino su cinque utilizza preferibilmente la bici per i propri spostamenti: Bolzano, Pesaro, Ferrara, Treviso, Reggio Emilia.

Ecco la graduatoria del report “Ecosistema urbano 2018”

Quest’anno in coda alla classifica di Ecosistema Urbano si piazzano Catania, Agrigento e Massa. Mentre uno sguardo alle grandi città mostra situazioni altalenanti. Nella prima edizione del report, nel ’94 Milano occupava la penultima posizione, peggio faceva solo Napoli, all’ultimo posto. Lo scorso anno Milano era 31esima, oggi è 23esima. Napoli è rimasta negli anni stabilmente nella parte bassa della graduatoria, Roma è ripiombata in basso a partire dal 2010 dopo un’ascesa che l’aveva portata nel gruppo delle prime trenta, Torino addirittura quarta nel ‘98 e nona l’anno successivo e poi, da oltre dieci anni, sempre abbondantemente sotto la sufficienza.

Novità di quest’anno è l’analisi della capacità dei Comuni di smaltire i propri rifiuti nel proprio territorio che sarà oggetto di un approfondimento completo il prossimo anno. Per ora il sport riporta un’anticipazione del cosiddetto “spazzatour”, il viaggio dei rifiuti verso luoghi lontani da quello dove sono stati prodotti, come nel caso di Roma, i cui rifiuti compiono un vero e proprio giro turistico in Italia e all’estero: ad esempio i resti di un’insalata consumata vicino al Colosseo possono arrivare a centinaia di km di distanza e complessivamente decine di migliaia di Tir e convogli ferroviari nel 2017 hanno disperso scarti romani verso la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Puglia, il Veneto o addirittura oltre confine. Elaborando i dati Ama Legambiente ha stimato che su 100 sacchetti di spazzatura gettati nella Capitale ben 44 sono portati a spasso verso altre province e regioni. Anche Milano è protagonista di un eccessivo e negativo ricorso all’export, percentualmente analogo a quello capitolino. Unica differenza ma rilevante: il raggio dello spazzatour meneghino è decisamente più contenuto.

Il rapporto si può scaricare sul sito di Legambiente https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/ecosistema-urbano-2018

Di seguito alcuni dati del report su smog, trasporto pubblico, a piedi e in bicicletta, ciclopedonali, gestione dei rifiuti e stato di salute dei corpi idrici

 

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