La Provincia intensifica il monitoraggio degli orsi in Val Rendena

I sindaci della Valle del Chiese insieme ai rappresentanti delle imprese agricole e turistiche della zona sono stati chiari: la popolazione della valle è sempre più a disagio per le recenti scorribande di un orso, autore di diverse predazioni di maiali, asini e pecore. La preoccupazione è stata espressa all’assessore provinciale Michele Dallapiccola nel corso di un incontro che si è svolto al Comune di Bono, al quale hanno partecipato anche il dirigente generale del Dipartimento Territorio, agricoltura, ambiente e foreste, Romano Masè, il dirigente del Servizio Foreste e fauna Maurizio Zanin e l’esperto di grandi carnivori Claudio Groff. Il prossimo 9 luglio si terrà a Bondo anche un’assemblea pubblica, aperta a tutta la popolazione, sulla “questione orso”.

Nelle foto due momenti dell’incontro a Bono.

Nei boschi della Valle Rendena – hanno spiegato i rappresentanti della Provincia – si trovano 7 orsi, altri 3 sono stati censiti nelle Giudicarie, numeri che appaiono stabili da cinque anni. Per capire  quanti di questi possono considerarsi potenzialmente pericolosi per l’uomo, il Servizio Foreste già da diverse settimane sta svolgendo un’azione di monitoraggio che alla luce delle preoccupazioni emerse nel Chiese si è resa più intensa e capillare. Come ha spiegato Michele Dallapiccola si sono collocate anche alcune trappole “a tubo” con l’obiettivo di catturare gli orsi per poterli poi collarare, operazione che consentirà, dopo la loro liberazione, di poterne registrare gli spostamenti e i comportamenti, individuando i soggetti più problematici.

Operazioni, queste – ha evidenziato ancora l’assessore provinciale – che stanno impegnando intensamente i forestali che operano nelle zone di presenza dell’orso, ma che da sole non possono certo scongiurare altre predazioni. «La Provincia – ha detto Dallapiccola – è al fianco delle popolazioni che stanno sopportando questi disagi e sta facendo tutto quanto è possibile per cercare di mitigare il fenomeno nel rispetto dell’attuale quadro normativo. Abbiamo chiesto allo Stato di darci la competenza sulla gestione dei grandi carnivori: la norma di attuazione è in attesa di essere esaminata dal Consiglio dei ministri, mentre approveremo presto una apposita legge provinciale allo scopo di salvaguardare le attività agricole in montagna che sono oggi messe a rischio da orsi e lupi. Il problema deve essere risolto innanzitutto a Roma e il Trentino sta facendo quanto è nelle sue possibilità per arrivare a ottenere la facoltà di potere gestire in proprio la presenza dei grandi carnivori, cercando al contempo anche di costruire alleanze con altre regioni, quali ad esempio il Veneto e la Toscana, oltre all’Alto Adige con il quale la sintonia di vedute è totale. Sono fiducioso – ha concluso Dallapiccola – perché a Roma abbiamo oggi interlocutori sensibili a questo tema, e il prossimo 12 luglio avrò un altro incontro con il ministro all’ambiente Sergio Costa».

Intanto i sindaci della Valle del Chiese si stanno mobilitando per arrivare a un documento comune sulla questione orso, ben sapendo che non è proponibile alcuna “scorciatoia”: la strada da perseguire – ha ricordato Romano Masè – è di una convivenza gestita, affrontando caso per caso le situazioni, perché gli orsi non sono tutti uguali e non tutti, anzi pochi, sono quelli che creano danni e disagi. «Gli orsi ci sono e vanno gestiti – ha ribadito Masè – non ci sono le condizioni giuridiche per eradicarne la presenza, dobbiamo dunque trovare un punto di equilibrio fra la loro presenza e la tutela delle attività umane sul territorio, agricoltura e allevamento in primis, ma occorre al tempo stesso lavorare sul piano culturale, per fare comprendere, specie ai cittadini delle aree urbane e delle città, la giusta scala dei valori nel rapporto fra uomo, ambiente e fauna selvatica. Ciò su cui ci stiamo impegnando è creare le condizioni affinché questa convivenza diventi possibile riportando la serenità nelle zone abitate dall’orso».

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