Lo straordinario trekking tra le piante carnivore del Trentino

di Stefano Voltolini

Torbiere: sabbie mobili, laghi che invecchiano, aree povere di azoto e con elevata acidità, con il pH di una coca cola, o di un limone. Ecosistemi “ostili”, però ricchi di fascino, nei quali le specie vegetali affrontano condizioni difficili, e vi si adattano.

Nella foto gli sfagni, grandi muschi la cui crescita è aiutata dall’acqua piovana. Nella foto in alto la Drosera rotundifolia

L’ambiente è dominato dagli sfagni, grandi muschi la cui crescita è aiutata dall’acqua piovana. E sopra i presupposti sono talmente ardui che possono sopravvivere solo poche piante. Come quelle carnivore, vedi la Drosera rotundifolia e la Drosera intermedia. Di dimensioni limitate, si nutrono di moscerini e ragnetti che, malcapitati, passano loro vicini, forse attratti dalle goccioline luccicanti, ma in realtà collose. È questo lo straordinario ambiente, vicino e a tratti stupefacente, nei quali porterà l’escursione promossa da Ambiente Trentino e guidata da Danio Miserocchi, erpetologo e naturalista, che nella vita è anche coach al Muse.

I luoghi del trekking scientifico, che si limiterà ai bordi delle “sabbie mobili”, quindi in tutta sicurezza, sono le torbiere – fra le più grandi del Trentino – situate nell’Alta val di Cembra: il Lac del Védes e il lago di Valda. La prima, vasta otto ettari, trae origine dal riempimento di un’antica conca lacustre scavata nel porfido dei ghiacciai quaternari, con ancora due piccoli specchi d’acqua. Al suo interno vivono 24 specie di sfagni. Valda è invece una sorta di “lago fossile”, una pozza residua circondata da un tappeto di piante intrecciate.

Droserarpart

“Faremo una passeggiata in zona di sicurezza – spiega Miserocchi -. A distanza però ravvicinata, in modo da riuscire a vedere le piante e le loro prede e a scattare fotografie. Vedremo anche altre specie di vegetali e quelle animali”. Le torbiere infatti hanno un grado di pericolosità. “A volte – continua – possono essere delle trappole. Ci sono pochissimi casi, come la mummia di Tollund, che riguardano le persone. A inizio Novecento le cronache narrano la sparizione di una vacca al Lac del Védes. E ci sono altre storie di bestiame sparito”.

Le torbiere, prosegue, sono una tappa intermedia nel cammino di milioni di anni che porta i sedimenti organici a diventare combustibili fossili. La torba infatti è stata utilizzata soprattutto nei Paesi del nord come fonte energetica. In Scandinavia o in Irlanda l’ambiente è però più scarso di alberi e le quantità di sedimenti sono maggiori. “Vedremo un paesaggio che ricorda zone a nord come la Norvegia – aggiunge il naturalista -. In Trentino i giacimenti sono minori”.

Tritone alpestre

Laghi che invecchiano, dove si accumulano sedimenti e l’acqua piovana aiuta la crescita degli sfagni, grandi muschi che creano condizioni di acidità elevate. Miserocchi descrive così gli ecosistemi analoghi al Lac del Védes e a Valda nei quali condurrà l’escursione. Gli ambienti sono poveri di azoto perché ci si basa sull’acqua piovana, poco nutriente per le forme di vita. Ecco perché oltre ai muschi vivono solo piante piccole, come le carnivore. Varietà che si pensano normalmente associate a ben altre latitudini e non alle “tranquille” Alpi locali.

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