L’istrice alla conquista del nord (e del Trentino-Alto Adige)

È l’istrice il primo ospite speciale del 2018 della serie “Incontri al museo per parlare di fauna” (mercoledì 10 gennaio, ore 20.45), il tradizionale ciclo a cadenza mensile organizzato dal MUSE per avvicinarsi alle ricerche e agli studi sulla fauna, la biodiversità animale e vegetale, la conoscenza e conservazione della natura.

È bene ricordare che l’istrice non è il riccio! Il simpatico riccio, molto diffuso in Italia, chiamato anche erroneamente porcospino, appartiene alla famiglia delle Erinaceidae; l’istrice invece rientra nella famiglia degli Istricidi, ed è corretto chiamarlo porcospino.

L’istrice è un grande roditore presente in nord Africa, nel sud del Sahara e anche in Italia, con l’unica popolazione europea giunta, secondo studi genetici, dalla Tunisia. Fino al 1970 in Italia l’istrice era presente solo nelle regioni centro-meridionali, e in particolare sull’Appennino occidentale. La specie è protetta dal 1978 sia dalla normativa italiana che da quella comunitaria e da quel momento, grazie anche al cambiamento climatico, ha espanso il suo areale, raggiungendo le regioni settentrionali, incluso il Trentino Alto-Adige.

Nel corso dell’incontro con Emiliano Mori, studioso di Biodiversità Animale all’Università di Siena, si approfondiranno alcune caratteristiche della specie, con particolare riferimento alla sua presenza in aree di recente conquista come la Sardegna, la Liguria e la provincia di Varese, dove l’introduzione è stata mediata dall’uomo.

L’istrice è ricoperto di aculei lunghi circa 40 cm a bande bianche, nere e marroni soprattutto sul dorso e sulla coda, mentre sul collo ha delle lunghe setole. Se spaventato, l’istrice (diversamente dal riccio) cerca di infilzare il suo predatore con i suoi lunghi aculei che si staccano dal dorso dell’animale e rimangono conficcati nel corpo del disturbatore. Gli aculei non sono velenosi, ma provocano ferite che possono infettarsi.

L’istrice si nutre principalmente di specie vegetali non coltivate e frutti selvatici, occasionalmente di ortaggi; è una specie notturna e trascorre le ore del giorno e le notti di luna piena in tane sotterranee, condivise talora con altre specie.

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