Lipu: una Daspo per i reati di bracconaggio.

“L’abbattimento dell’aquila di Bonelli in Sicilia, ennesimo atto di bracconaggio in un’Italia completamente in mano all’illegalità venatoria, richiede un intervento speciale e norme speciali, a partire dal Daspo, sia in forma soggettiva che in forma oggettiva”.

È questa la richiesta della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) dopo il recente evento di bracconaggio che si è verificato in Sicilia, nel trapanese, dove è stata uccisa un’aquila di Bonelli (un esemplare nella foto in alto di Michele Mendi – archivio Lipu).

“Nessuno strumento regolare – ha evidenziato l’associazione naturalistica – è oggi in grado di far fronte al dilagare del fenomeno dell’illegalità venatoria, in crescita in tutta Italia. Per questo chiederemo a Governo e Parlamento, nei prossimi giorni, di fare loro una proposta di legge di istituzione del Daspo per la caccia illegale che, ad ogni evento di ferimento o uccisione di specie protetta, sospenda oggettivamente l’attività venatoria in tutta l’area interessata e che interdica soggettivamente per anni l’attività venatoria in caso di scoperta del colpevole.

“E’ un provvedimento che rivoluzionerebbe la lotta al bracconaggio – ha spiegato ancora la Lipu – amplificandone immediatamente l’efficacia. Si creerebbe una responsabilità diversa negli istituti di caccia teatro di atti di caccia illegale e negli stessi cacciatori, portati a preoccuparsi più seriamente del mantenimento della legalità nel territorio in cui esercitano l’attività. Sarà loro interesse diretto: se qualcuno sbaglia, pagano tutti. E l’unico modo perché nessuno più sbagli, o sbaglino in pochissimi, e quei pochissimi siano identificati per ciò che sono: una vergogna del Paese. “Nei prossimi giorni – conclude la Lipu – presenteremo la nostra proposta e siamo certi che vorranno farla propria non solo i parlamentari ma lo stesso Governo, considerato che tra i punti del Contratto di Governo, al paragrafo su ‘Reati ambientali e tutela degli animali’ è previsto esattamente questo: un maggiore contrasto al bracconaggio. Un contrasto vero e finalmente efficace. Non c’è più un minuto da perdere”.

Che cos’è il Daspo

Il Daspo (da D.A.SPO. acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) è una misura introdotta nel 1989 per contrastare il crescente fenomeno della violenza negli stadi di calcio. Il Daspo vieta al soggetto ritenuto pericoloso di poter accedere in luoghi in cui si svolgono determinate manifestazioni sportive. Il provvedimento viene emesso dal questore e la sua durata può andare da uno a cinque anni. Può essere accompagnato dall’obbligo di presentazione ad un ufficio di polizia in concomitanza temporale della manifestazione vietata.

In analogia a questo provvedimento per le manifestazioni sportive, nel 2017 è stato adottato, nell’ambito del cosiddetto decreto sicurezza, il “Daspo urbano”, una misura con la quale il sindaco,  in collaborazione con il prefetto, può multare e poi stabilire un divieto di accesso ad alcune aree della città per chi “ponga in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione” di infrastrutture di trasporto (strade, ferrovie e aeroporto).

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