L’impresa solitaria di Silvestro Franchini: “Mai tante cime in un solo giorno. E mai tanti selfie!”

di Massimo Dorigoni

Nuova impresa di Silvestro Franchini, giovane maestro di sci e guida alpina trentina di Madonna di Campiglio, alpinista di indiscutibile spessore, insignito del chiodo d’oro della SOSAT a maggio 2016, insieme al fratello Tomas e del premio Consiglio 2017 nuovamente assieme al fratello, a Nicola Binelli e Luca Cornella.

La sua ultima e adrenalinica avventura, in solitaria, non l’ha realizzata in una delle sue innumerevoli spedizioni extraeuropee, ma lo ha visto protagonista lo scorso 5 luglio sulle vette di casa, le Dolomiti di Brenta, in un lungo concatenamento di cime in giornata battezzato “Brenta Skyline”. Un nome, un programma.

È lui stesso che ci confida: «Mai fatto tanti selfie in un giorno solo. Mai scalato tante cime in un giorno solo. Ho preso anche il temporale e riprendere la scalata è stata dura…».

In questa foto e in quella sotto i selfie scattati da Silvestro sulle varie vette raggiunte durante la traversata in solitaria e in giornata delle Dolomiti di Brenta

Ne è valsa la pena?

«Penso di sì: l’ho capito dopo lo spigolo sud di cima Grostè. Mi si è aperto il cuore…».

Una lunga arrampicata che ha messo a dura prova Silvestro, visto anche il tempo inclemente che lo ha accompagnato durante l’attraversata. Nello stesso giorno, scalando da solo, senza compagno di cordata, ha affrontato alcune delle vie più impegnative delle Dolomiti di Brenta.

«Via delle guide a cima Tosa, fessura Detassis a cima Margherita, spigolo madonnina alla Brenta Alta, Campanil Alto, traversata Sfulmini, Torre di Brenta, diretta Detassis a cima Armi (che è stata impegnativa), cima Molveno via Agostini, (pausa di 1 ora e 40 minuti per via del forte temporale). Successivamente, cima Brenta, con 10 centimetri di grandine, cima Sella, da sud, sotto una cascata d’acqua, cima Falkner mai sembrata così lunga; e poi spigolo sud cima Grostè, spigolo Fabbro Brenta alta, completando il tutto in 16 ore. Volevo fare anche la traversata del Campanile e Campaniletto dei Camosci, ma l’ho fatto solo col pensiero … peccato… troppa grandine, troppo tardi, paura di finire tutta la benzina.».

Ma qual è il segreto del successo, quale strategia hai applicato per arrivare a questi risultati?  

«Mi è sempre piaciuto fare le cose con gradualità, mai forzando la natura».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi