L’impresa di Rolando Varesco: in meno di 7 ore da Bolzano in cima all’Ortles senza mezzi a motore

di Massimo Dorigoni

Rolando Varesco, giovane atleta e alpinista di Cavalese che aspira a diventare guida alpina, componente del Soccorso Alpino del Trentino domenica 16 luglio ha realizzato il suo ambizioso progetto: partire da Bolzano città e raggiungere la vetta dell’Ortles, a 3900 metri di altezza, senza usare mezzi a motore nel completo rispetto della natura. 3700 i metri di dislivello totali per realizzare questa impresa solitaria. 100 i chilometri percorsi con la bicicletta e poi via, a fil di cielo, sulla cresta Hintergrat che conduce appunto in vetta all’Ortles.

Rolando Valesco durante il tragitto in bicicletta

Già da qualche tempo l’alpinista si stava preparando a questa impresa, salendo e scendendo per pendii scoscesi di casa e macinando chilometri con la sua bici. Il risultato non poteva essere che positivo.Il tempo fissato alla partenza era di sei ore ma, come ci spiega lo stesso Rolando: «L’incessante vento incontrato in Val Venosta e il progressivo affaticamento muscolare mi hanno fatto fermare il cronometro a 6 ore e 40 minuti. Un tempo che credo sia di tutto ripetto e comunque inferiore alle 7 ore».

Una sfida con te stesso?

«Sì, una sfida contro il tempo e contro me stesso. Questo tragitto cicloalpinistico non era mai stato affrontato da nessuno. E’ stata una sfida appunto personale. Ora se qualcuno si vuol cimentare in questa corsa contro il tempo e abbassarlo sono più che contento. Magari un giorno sarò io stesso a provaci nuovamente sfidando me stesso».

Il segreto della riuscita possiamo  anche immaginarlo: tanto sacrificio e dedizione?

«Io non sono uno scalatore ad alti livelli, ne un’elite negli sport di resistenza. Riesco però a sviluppare una continuità e un’autonomia su tutti i tipi di terreno. Buona tecnica arrampicatoria e buona gamba in bicicletta mi permettono di unire due discipline e di passare dalle città ai monti, appunto, in tutta autonomia. Il lavoro su me stesso, fisico, tecnico e mentale è sicuramente alla base della riuscita».

In Cima all’Ortles. L’impresa solitaria è compiuta.

Puoi svelarci il tuo futuro progetto solitario?

«Il futuro sarà sicuramente un’altra sfida cicloalpinistica in tutta solitudine e che reputo interessante, il tracciato sarà da Aosta a Punta Cervino e ritorno».

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