Legna, fonte rinnovabile di energia. Ma attenzione a usarla bene.

di Rosario Fichera

L’Appa (l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente) lo ripete spesso e a chiare lettere: attenzione a come si usano le stufe e le cucine a legna! E se lo fa il motivo c’é, perché ancora oggi, soprattutto nei fondovalle montani e in alcune zone con caratteristiche meteo climatiche e orografiche sfavorevoli (per esempio dove si verifica con frequenza il fenomeno dell’inversione termica) si registrano, a causa di un uso non corretto delle stufe a legna, delle concentrazioni di polveri sottili (le famigerate PM10 e PM2.5) e di Benzo(a)pirene superiori alle soglie obiettivo.

E la maggior parte di queste polveri sottili prodotte dai nostri caminetti, dalle nostre stufe a legna o da quelle del vicino, cadono sulla nostra casa. Una situazione che non bisogna quindi sottovalutare, soprattutto se si considera che il fumo della legna contiene circa 100 diversi composti chimici, molte dei quali dannosi per la salute.

(Immagine archivio Appa Friuli Venezia Giulia)

Che cosa bisogna fare allora? Rinunciare all’impiego delle stufe a legna? Gli esperti dicono di no, il legno costituisce, infatti, una fonte rinnovabile di energia (biomassa) importante, ma occorre usarlo bene. Ecco allora i consigli dell’Appa del Trentino e dell’omonima agenzia del Friuli Venezia Giulia per un uso corretto delle stufe a legna per evitare possibili rischi alla salute e risparmiare soldi.

Che cosa bruciare?

Quando si utilizza una stufa a legna la prima domanda alla quale occorre rispondere è: “Che cosa bruciare?” Può sembrare banale, ma non lo è affatto, perché nelle stufe di molte case si bruciano anche rifiuti o legna non idonea.

Gli esperti dell’Appa raccomandano allora di utilizzare legna secca stagionata (è scura, con spaccature sul ceppo e suona vuota) perché accende bene e brucia facilmente; il legno umido o verde, invece, produce molto più fumo e più emissioni nocive. Il consiglio è di acquistarla all’inizio dell’estate (tra giugno e luglio), accatastandola in un luogo protetto e, se all’esterno, coprendola e rialzandola dal terreno, in modo da agevolare il processo di essiccamento.

Inoltre la buona regola sarebbe di acquistare legna a km zero, cioè proveniente da zone vicino a casa nostra per evitare il consumo di carburante per il trasporto merci e il relativo inquinamento atmosferico.

Buona norma sarebbe, inoltre, di non utilizzare legna fredda (non brucia bene), riponendola, prima dell’utilizzo, almeno per un giorno in un ambiente riscaldato.

I ciocchi di legno devono essere puliti (eliminare per esempio la terra presente) di piccole dimensioni e devono essere utilizzati nella giusta quantità: se s’inserisce nella stufa troppa legna si forma, infatti, una fiamma grande che crea gas incombusti, si spreca energia, si rischia di danneggiare l’impianto o addirittura d’incendiare la canna fumaria.

Che cosa non bruciare?

Ecco, questo è forse l’aspetto più delicato e importante: nella stufa non bisogna mai e poi mai bruciare rifiuti: oltre a essere un reato perseguito dalla legge, questa pratica provoca la produzione di fumi aggressivi cancerogeni! Senza contare poi il rischio di corrodere la stufa e la canna fumaria.

Inoltre non bisogna mai bruciare plastiche, imballaggi, carta (giornali, riviste, stampa colorate, depliant, per i quali c’è la raccolta differenziata) scarto di legna da cantieri, legna da imballi, sporchi, colorati o provenienti da vecchie finestre, porte, mobili, legna con colla.

Quali sono gli indici di un buon utilizzo?

Ma come possiamo capire se stiamo usando bene la stufa a legna? Anche in questo caso gli esperti dell’Appa ci vengono in aiuto: basta osservare alcuni indicatori: la fiamma deve essere chiara, vivace e di colore giallo-rossa; la cenere deve essere in particelle fini e grigie; se si trova cenere scura e pesante o la testa del camino è sporca di nero, significa che si sta bruciando male; inoltre, per ridurre le emissioni inquinanti, risparmiare combustibile ed evitare il rischio d’incendi occorre una regolare pulizia della canna fumaria e del generatore. Nella buona combustione il fumo deve essere quasi invisibile: se si nota del fumo denso all’uscita del camino, di colore da giallo a grigio scuro, la combustione non è corretta e occorre procedere alla verifica dell’impianto.

Una buona combustione della legna non deve infine generare odori.

Fonte Appa Trentino

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi