Le serate evento: al centro la “slow mountain” e i “confini” dell’alpinismo

 

Saranno 150 gli appuntamenti che, tra serate evento, spettacoli teatrali, incontri, mostre, convegni, attività, laboratori, animeranno la 66. edizione del festival. Per 11 giorni il centro di Trento, i suoi palazzi storici, i teatri, lo spazio espositivo di MontagnaLibri in Piazza Fiera e il Parco dei Mestieri nel meraviglioso giardino della sede arcivescovile della città, ospiteranno tanti nomi celebri del mondo dell’alpinismo, della cultura e dello spettacolo. 

Diverse iniziative, alla luce del successo che hanno ottenuto quelle dello scorso anno, si svolgeranno anche in montagna, sul Monte Bondone, in collaborazione con la Rete di Riserve Bondone e il MUSE-Museo delle Scienze.                                                                                                                                 

Saranno sei le serate evento in cartellone che si svilupperanno lungo i temi della “slow mountain”, vale a dire l’approccio lento e contemplativo alla natura e alle alte quote e dei “confini” dell’alpinismo, nel senso dei limiti della rinuncia e delle nuove frontiere di chi scale le montagne. 

Al primo tema si ricondurranno le prime tre serate evento che si svolgeranno, alle 21, tutte nella Sala della Filarmonica (Via Giuseppe Verdi, 30): quella del 27 aprile dal titolo Scrivere con i piedi, con Paolo Rumiz, organizzata in collaborazione con UISP nazionale (Unione Italiana Sport per Tutti) UISP Trentino e Montura. Il celebre scrittore parlerà del rapporto tra la scrittura e il cammino, attraverso il quale l’uomo conosce il mondo e di conseguenza sé stesso. “Camminando – spiega Paolo Rumiz – produciamo versi che non a caso sono divisi in piedi. Camminando dichiariamo la nostra identità ancor prima di parlare”.

Ma si può conoscere il mondo e sé stessi anche attraverso un’avventura in bicicletta, intesa come “viaggio culturale”, così come racconterà, lunedì 30 aprile, Alessandro de Bertolini nella seconda serata evento, dal titolo 10.000 chilometri in bicicletta. Il biker e giornalista racconterà la sua affascinante e straordinaria traversata in bicicletta del Nord America con la tenda e il sacco a pelo, un’esperienza in solitaria nata non con l’intento dell’impresa sportiva, ma dal desiderio di viaggiare e dall’idea di realizzare il progetto “BikeTheHistory – la storia in bicicletta”. L’incasso della serata, organizzata in collaborazione con Montura Editing, sarà devoluto all’Aido del Trentino (Associazione italiana per la donazione organi).

Alessandro de Bertolini

Sabato 28 aprile, sempre alla Sala della Filarmonica, con Camminare mi piace, si tornerà a parlare dell’arte del cammino a contatto con la natura, ma questa volta con le parole e i ritmi surreali del celebre attore, regista e cantante, Rocco Papaleo che, in dialogo con Raffaello Fusaro, e i brani al pianoforte di Arturo Valiante, si racconterà tra monologhi esistenziali e racconti poetici, a zonzo tra riflessioni, teatro e canzoni. La serata spettacolo sarà realizzata in collaborazione con Matera Sport Film Festival; UISP nazionale e Comitati territoriali Trentino e Basilicata; Lucana e Trentino Film Commissions; Montura.

Il tema dei “confini” della montagna sarà invece il fil rouge delle altre tre serate evento, quelle alpinistiche, ogni anno tra le più attese del cartellone di eventi del festival. 

Ad aprire la trilogia alpinistica di quest’anno sarà Tomek, il sognatore del Nanga e l’inverno degli Ottomila, martedì 1 maggio, alle 21, all’Auditorium Santa Chiara, una serata speciale, curata da Sandro Filippini con Emilio Previtali e Luca Calvi,  dedicata a Tomek Mackiewicz, lo scalatore polacco scomparso a fine gennaio scorso sul Nanga Parbat dopo avere completato, insieme a Elisabeth Revol, la via Messner-Eisendle, impresa mai riuscita ad altri prima e di cui si sono occupati i media di tutto il mondo, soprattutto durante le operazioni di soccorso della Revol. Attraverso le testimonianze di Alex Txicon, Denis Urubko, Filippo Thiery e della moglie di Tomek, Anna Solska, il grande alpinista polacco sarà raccontato da chi lo ha conosciuto in spedizione, da chi lo avrebbe voluto salvare, da chi lo ha amato e da lui stesso, grazie alle esclusive immagini di un’inedita confessione a cuore aperto ai piedi della “sua” montagna registrata da Emilio Previtali.

Denis Urubko

Giovedì 3 maggio, alle 21, sempre all’Auditorium Santa Chiara, la seconda grande serata alpinistica dal titolo Sulla via di Bruno Detassis – Dal custode del Brenta ai nuovi alpinisti trentini, per scoprire com’è cambiato il modo di vivere la montagna. Condotta dai giornalisti Fausta Slanzi e Andrea Selva, con la partecipazione del Coro della Sosat, della coreografa e ballerina Seydi Rodriguez Gutierrez e del musicista Angel Ballester Veliz, la serata sarà un omaggio al grande Bruno Detassis, durante la quale, attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto e i racconti dei protagonisti dell’alpinismo di oggi, si scoprirà com’è cambiato il modo di vivere la montagna. Tra i numerosissimi ospiti saranno presenti i fratelli Tomas e Silvestro Franchini che, insieme a Franco Nicolini, racconteranno in anteprima la loro recente spedizione sulle Ande, Los Picos 6500. Tra i giovani alpinisti trentini parteciperanno anche Manuel Bontempelli, Gianni Canale, Aldo Mazzotti, la cordata di madre e figlia Ida e Linda Parisi, che insieme alle testimonianze di Cesare Maestri, Sergio Martini, Ermanno Salvaterra, Maurizio Giarolli, Franco Nicolini, Palma Baldo, Marco Furlani, Egidio Bonapace, Giuliano Giovannini, Giuliano Stenghel, Maurizio Giordani, Sergio Speranza, Roberta Silva, Adriano Dalpez e i figli di Bruno Detassis Jalla e Claudio ricorderanno la straordinaria figura del “Custode del Brenta”.

Tommy Caldwell

Venerdì 4 maggio, alle 21, all’Auditorium Santa Chiara, Reinhold Messner concluderà, insieme agli ospiti Hansjoerg Auer, Hervé Barmasse, Tommy Caldwell, Manolo, Adam Ondra e Nicola Tondini, il trittico delle serate alpinistiche con L’assassinio dell’impossibile. 

La serata prende spunto dal famoso articolo così intitolato scritto da Messner 50 anni fa, un articolo che fece discutere e riflettere un’intera generazione di alpinisti e ancora oggi estremamente attuale. Durante l’evento, a cura di Sandro Filippini, con Luca Calvi e la partecipazione speciale, per le musiche, di Carlo Massarini, il “re degli Ottomila” (proprio nei giorni in cui ricorrono i 40 anni dell’impresa che lo rese famoso: la prima salita senza ossigeno dell’Everest) parlerà di quell’invito a un alpinismo di rinuncia lanciato nel 1968 con alcuni dei più grandi scalatori che nel frattempo hanno alzato il limite del possibile. 

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