Alle Reti di Riserve la Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette

Per le aree protette del nostro territorio la notizia è sicuramente di quelle importanti: dopo il Parco Naturale Adamello Brenta e il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, adesso anche il sistema delle Reti di Riserve del Trentino ha ottenuto l’assegnazione della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS).

Questo riconoscimento europeo è una sorta di marchio di qualità che certifica l’impegno di istituzioni pubbliche, operatori privati e associazioni che lavorano insieme per attuare, nelle aree protette, delle azioni di turismo sostenibile che guardano quindi al futuro, tutelando e valorizzando habitat e biodiversità.

La notizia è stata accolta con grande soddisfazione dai promotori della certificazione, con in testa l’assessorato provinciale all’Ambiente che ha deciso di candidare alla Carta non una singola area protetta, ma l’intero sistema delle Reti di Riserve, assumendosi il ruolo di coordinatore e garante.

La Rete (in Trentino ci sono 10 Reti di Riserve, Parco Naturale Locale Monte BaldoRR BondoneRR Alta Val di Cembra – AvisioRR Sarca Basso CorsoRR Sarca Alto CorsoRR Alpi LedrensiRR Fiemme – Destra AvisioRR Alto NoceRR Val di FassaRR Valle del Chiesenon è una nuova area protetta, ma un nuovo modo di gestire e valorizzare le aree protette di Natura 2000 già esistenti, in modo più efficace e con un approccio cosiddetto dal basso. L’iniziativa è attivata, infatti, su base volontaria dai comuni in cui ricadono sistemi territoriali di particolare interesse naturale, scientifico, storico-culturale e paesaggistico.

Foto archivio Ufficio stampa PAT

Per il quinquennio 2017-2021 in tutto il sistema sono state messe in campo 232 azioni locali, per un valore complessivo di 10 milioni di euro di investimenti, pari a circa 2 milioni di euro annui (circa 250.000 euro di media all’anno per ogni Rete di Riserve) – di cui oltre il 36% messo a disposizione direttamente delle Reti di Riserve stesse (circa 100.000 € di media all’anno per Rete), circa il 20% da altri enti pubblici del territorio (Comuni, Comunità di Valle principalmente), 41% dagli operatori privati e dalle associazioni del territorio e il 3% da altri soggetti.

Questa certificazione va ad aggiungersi a quelle già ottenute nel 2006, tra i primi parchi in Italia, dal Parco Naturale Adamello Brenta (rivalidata nel 2012 a conferma della qualità del lavoro portato avanti insieme ai suoi 38 Comuni ed oltre 30 partner territoriali) e più recentemente dal Parco Paneveggio Pale di San Martino. Nel 2018 anche il Parco Nazionale dello Stelvio intende candidarsi alla CETS: nel settore trentino il percorso partecipato con i portatori di interesse locali è già cominciato nelle scorse settimane.

A breve il Trentino potrà quindi contare su oltre un terzo della superficie dove vengono testate ed attuate azioni di turismo sostenibile da parte di attori locali in collaborazione con le aree protette, iniziative pronte per essere poi “disseminate” in tutto il resto della provincia.

Per il quinquennio 2017-2021 in tutto il sistema sono state messe in campo 232 azioni locali, per un valore complessivo di 10 milioni di euro di investimenti, pari a circa 2 milioni di euro annui, di cui oltre il 36% messo a disposizione direttamente delle Reti di Riserve stesse (circa 100.000 € di media all’anno per Rete), circa il 20% da altri enti pubblici del territorio (comuni, Comunità di valle principalmente), 41% dagli operatori privati e dalle associazioni del territorio e il 3% da altri soggetti.

Nel 2018 anche il Parco Nazionale dello Stelvio si candiderà alla CETS.

 

 

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