Le Reti di Riserve del Trentino si sono candidate per la Carta Europa del Turismo Sostenibile

Un altro passo importante per la valorizzazione e la salvaguardia dell’ambiente naturale del Trentino è stato compiuto, sotto la regia della Provincia autonoma di Trento, dalle Reti di Riserve trentine che si sono candidate per ottenere la certificazione della Carta Europea del Turismo Sostenibile, firmando a questo scopo, alla presenza degli assessori provinciali all’ambiente e al turismo, rispettivamente, Mauro Gilmozzi e Michele Dallapiccola, un protocollo.

Nel corso del 2016 le otto Reti di Riserve coinvolte (Monte Baldo, Bondone, Alta Val di Cembra-Avisio, Sarca Alto e Basso Corso, Alpi Ledrensi, Fiemme-Destra Avisio, Alto Noce) hanno organizzato sui loro territori 26 tavoli di confronto, coinvolgendo nell’ideazione di progetti ed interventi nel campo del turismo sostenibile i principali attori del tessuto economico e sociale, come aziende e consorzi per il turismo, amministrazioni locali, associazioni, musei, singoli operatori del settore ricettivo, guide, imprese agricole. Questi incontri hanno permesso di coinvolgere 146 attori e portatori di interesse locali: 75 operatori privati, 23 pubbliche amministrazioni, 14 tra aziende per il turismo e consorzi turistici, 45 tra associazioni e musei e simili.

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Un momento della conferenza stampa di presentazione della firma del protocollo per la candidatura delle Reti di Riserve del Trentino per la Carta Europea del Turismo Sostenibile (Foto archivio PAT)

“Questo processo – ha spiegato Claudio Ferrari, il dirigente provinciale responsabile del servizio competente in materia di aree protette – ha portato ad individuare, con il proposito di realizzarle nei prossimi cinque anni, 232 azioni locali nei territori interessati e otto azioni di sistema a livello provinciale”. Queste 240 azioni costituiscono il piano che la Provincia autonoma di Trento invierà ad Europarc, l’organizzazione europea che riunisce più di 400 aree protette e che nel 1991 ha elaborato la Carta, per la candidatura di adesione alla Carta Europea del Turismo Sostenibile. “ Il progetto – ha aggiunto Claudio Ferrari – movimenta risorse, di tutti i soggetti coinvolti, per circa dieci milioni di euro in cinque anni, a cui si aggiungono circa due milioni e mezzo in giornate di lavoro”.

“Diversificazione e destagionalizzazione – ha sottolineato l’amministratore unico di Trentino Marketing Maurizio Rossini – sono le parole d’ordine per far crescere ancora il turismo trentino, puntando a valorizzare il territorio e le sue eccellenze ed accettando la sfida attuale di trasformare tutto questo in prodotti turistici”. Antonello Zulberti, di Federparchi, ha introdotto l’argomento spiegando che l’obiettivo dell’iniziativa sia anche quello di diffondere linee comuni in materia di turismo sostenibile nei territori protetti. Luca Lietti, di Agenda 21, ha illustrato alcune delle più significative azioni individuate: da “Baldo speziale tutto l’anno” a “Biodiversità in Città”, dai “Cammini nella Biodiversità Agricola” a “La Sarca, un tesoro comune da condividere”, comprendendo anche i “Cammini di Lunga Percorrenza”, la valorizzazione della “Carbonaie”, “Biowatching nell’Ontaneta” e “La BioVia del Trentino”

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