Le donne protagoniste del 122° Congresso generale della Sat

Questa mattina, al Palasport di Lavis si svolgerà la giornata conclusiva del 122° Congresso generale della Sat (Società Alpinisti Tridentini) dedicato al tema della “Montagna al femminile“. Alla manifestazione parteciperanno oltre 350 delegati provenienti da tutta la provincia, il presidente generale della Sat, Claudio Bassetti,  insieme al Consiglio direttivo dell’associazione e numerose autorità.

Organizzato dalle Sezioni Sat di Lavis, Pressano e Zambana, presiedute, rispettivamente, da Clara Rossatti, Stefano Fava e Adriana Moser, in collaborazione con la Sede centrale, questo congresso rimarrà sicuramente nella storia. Per il tema trattato. Per la formula, sotto molti aspetti innovativa, che ha visto la realizzazione di un vero e proprio percorso di avvicinamento alla giornata conclusiva attraverso cinque serate evento (che si sono svolte tra settembre e ottobre nei teatri di Lavis, Pressano e Zambana) durante le quali con ospiti (naturalmente donne, considerato il tema trattato), esperti (anche in questo caso donne), alpiniste, cantanti, corali, orchestre, si è parlato del ruolo delle donne in montagna, in tutti i vari aspetti, sociali, antropologici, storici, familiari, economici, alpinistici. Con un risultato, per tanti, a dir poco entusiasmante.

Basti pensare, per esempio, che durante la serata spettacolo di Zambana, proprio per il congresso, per la prima volta nella loro storia si sono esibiti insieme il Coro sociale di Pressano (diretto da Giuseppe Nicolini) e la Banda sociale di Zambana (diretta da Danilo Antolini) che hanno coinvolto il pubblico con i bellissimi brani del maestro Armando Franceschini, con la strumentazione per banda scritta appositamente dagli allievi del maestro Daniele Carnevali del Conservatorio di Trento.

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Il Coro sociale di Pressano e la Banda sociale di Zambana

Ma altrettante indimenticabili emozioni, nelle altre serate evento, sono state regalate dall’autrice Antonia Dalpiaz, dall’attrice Luana Albergo, dalle ballerine della Scuola di danza Ritmomisto di Lavis, diretta da Manuela Zennaro, con le coreografie di Seydi Rodriguez Gutierrez, dalle cantanti Laura Bazzanella e Cristina Borsato e dalle numerose ospiti che hanno portato le loro testimonianze di vita e di montagna: l’assessora alle Pari opportunità della Provincia autonoma di Trento, Sara Ferrari, la rifugista Roberta Silva, la guida alpina Marika Favè, la casara Mandra Scennach, la pastora Cheyenne Daprà, la titolare dell’azienda agrituristica, celebre per i Fiori di Bach, Elisabetta Monti, la responsabile del Numero unico di emergenza, Luisa Zappini; e poi le donne della Sat, presidenti di commissioni e di sezioni, con un dibattito interessantissimo sul ruolo della donna in Sat, condotto da Anna Facchini, presidente della Commissione Cultura Sat; e dalla famose cordate alpinistiche composte da Lella Cesarin e Gianni Mazzenga; Palma Baldo e Giovanni Groaz; Caterina Mazzalai e Giorgio Espen; Ilaria Mattivi e Lino Celva.

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Le ballerine della scuola di Danza Ritmomisto di Lavis

 

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La serata di Lavis dal titolo “La montagna delle donne”

Questo congresso Sat, grazie alle serate di avvicinamento, condotte dai giornalisti Marzia Bortolameotti, Lorenzo Rotondi e Rosario Fichera, e alle varie testimonianze di successo di donne che con la montagna hanno instaurato un vero e proprio rapporto di amore e di rispetto, è stato uno straordinario viaggio durante il quale è emerso il ruolo della donna in montagna e nella Sat, di cui forse prima non si era parlato abbastanza, indagando sul passato, ma guardando anche al futuro, rafforzando e confermando così il ruolo sociale, culturale e di stimolo di questa storica associazione che svolge anche una funzione di “laboratorio di idee”.

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La serata sulle donne in Sat, condotta da Anna Facchini

Nella giornata conclusiva il congresso vedrà le relazioni scientifiche dell’antropologa Martina De Gramatica, dello storico Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino e della sociologa Barbara Poggio dell’Università di Trento, con la formulazione di alcune riflessioni conclusive che saranno enunciate ai congressisti da Claudio Bassetti, con la consapevolezza che questa manifestazione ha restituito alla donna di montagna un giusto riconoscimento per il ruolo che negli anni ha svolto, superando mille ostacoli, nello sviluppo economico e sociale della comunità alpina, ruolo che continuerà a svolgere con successo, entusiasmo e la consapevolezza di quanto sia fondamentale, in un’ottica di biodiversità ambientale e culturale, la diversità e parità di generi.

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