Le Dolomiti sul mare. Ma in Sicilia

di Stefano Voltolini e Diana Cramerotti

Un maniero degno di Game of Thrones? La fortezza Bastiani – in una variante marina – immaginata da Dino Buzzati ne «Il Deserto dei Tartari»? Una prigione inaccessibile, a picco sui flutti?

Il Castello di Punta Troia (foto Diana)

Il Castello di Punta Troia, antica roccaforte e carcere sull’isola di Marettimo nelle isole Egadi, in Sicilia, è un luogo altamente suggestivo di una bellezza che lascia incantati. Lo si può raggiungere, oltre che in barca, con una piacevole passeggiata su un sentiero panoramico, in mezzo alle rocce e alla natura mediterranea che caratterizzano l’isola più remota delle Egadi. Un paradiso naturalistico che vanta, nella parte occidentale, l’acqua turchese di Cala Bianca e una catena montuosa fatta di rocce sedimentarie di dolomia: delle vere e proprie Dolomiti sul mare, dall’altra parte d’Italia rispetto alle loro sorelle maggiori. La vetta più alta è Pizzo Falcone, 686 metri. Altra particolarità dell’isola, la presenza di sorgenti. L’escursione dal paese a Punta Troia è un’esperienza da non perdere.

(Foto Diana)

Diana, Sara e Marco iniziano la loro camminata al mattino, per evitare la calura della giornata estiva. Partono dal paese alle 8 quando ancora la luce del sole ha quella doratura dell’aurora che rende i colori ancora più brillanti. La vista che si gode dal sentiero è magnifica: il mare blu e turchese sulla destra, il verde di pinete e della macchia mediterranea sulla sinistra.

(Foto Sara)

Dopo circa un’ora di cammino si arriva al castello, lungo un sentiero che prima avanza pianeggiante e poi si alza seguendo i profili del versante costiero, per poi ridiscendere nella valletta del promontorio tra «due mari». Durante il percorso non s’incontra nessuno e la discesa verso l’istmo di terra e la risalita per la visita del maniero avviene in compagnia solo del vento. Quel giorno soffia lo scirocco, un vento caldo e secco che spira da sud-est: nella cala di destra le onde si schiantano con fragore sugli scogli mentre nella spiaggetta a sinistra il mare è perfettamente calmo.

(Foto Marco)

I tre amici in altri 10 minuti salgono al castello, la meta dell’escursione, per godere della vista dalla fortezza. Il Castello di Punta Troia, che caratterizza il panorama dell’abitato di Marettimo, è un luogo suggestivo in un’isola che lo è di per sé. Edificato sulla cima di un piccolo promontorio circondato di blu che lo collega direttamente alla montagna, all’estrema punta nord-occidentale dell’isola, sorge sulle fondamenta di una torretta di avvistamento costruita nel nono secolo dai Saraceni. Nei secoli subì varie modifiche e fu usato anche come prigione, prendendo per un periodo il nome di «orrida fossa».

(Foto Diana)

Intorno al castello aleggiano naturalmente tante leggende, tra cui quella – abbastanza truce – che ne spiegherebbe il nome. Si racconta la storia di due sorelle che dividevano oltre al castello l’amore per lo stesso principe, fino alla tragica fine, quando, una delle due, in preda ad un raptus di gelosia d’amore, spinse l’altra giù dalla rupe urlandole contro «l’appellativo» che poi divenne il nome della punta di Marettimo.

(Foto Diana)

Dopo la visita Diana, Sara e Marco si tuffano nel mare per rinfrescarsi e l’acqua è talmente azzurra e trasparente da sembrare una piscina. Oramai sono quasi le 10 e le temperature cominciano ad aumentare. Il sole ha perso la sua sfumatura dorata e si alza sempre più implacabile all’orizzonte.

(Foto Diana)

Inizialmente la spiaggia è deserta ma dopo un po’ l’idillio si rompe. Verso le 10.30 cominciano ad arrivare le barche-taxi dal paese e la spiaggetta si riempie in fretta diventando rumorosa. Non resta che tornare. Si parte poco prima delle 11 per arrivare in paese quando il campanile suona il mezzogiorno.

(Foto Diana)

Il percorso dal paese al Castello e ritorno si snoda nella parte settentrionale di Marettimo, la più occidentale dell’arcipelago delle Egadi, al largo di Trapani, in Sicilia. L’isola ha una superficie di 12,3 chilometri quadrati ed è fatta prevalentemente di montagna, rocce a picco sul mare, scogli, insenature, grotte marine. La costa è battuta dai venti, soprattutto maestrale e scirocco, mentre il mare attorno è tra i più belli e limpidi d’Italia. L’isola si trova infatti all’interno della riserva marina più grande d’Europa. Il paese di Marettimo, unico centro abitato e borgo di piccole case bianche dalle finestre blu, ha 700 residenti ed una popolazione che varia molto tra l’estate e l’inverno. Nella stagione fredda gli abitanti sono circa un centinaio.

L’isola ha una ricchezza sia storica che naturalistica. Marettimo ospita diverse specie vegetali endemiche, immerse in una macchia mediterranea molto ricca e profumata, sparsa sui rilievi montuosi e in virtù della sua posizione, i Romani vi costruirono un presidio militare dopo la prima guerra punica, attorno al 150 avanti Cristo, per controllare la rotta tra la Tunisia e Roma. Prima ancora i Fenici le attribuirono un carattere di sacralità. Lo scrittore Samuel Butler nel suo saggio del 1897 illustrò una teoria sull’Odissea in cui Marettimo sarebbe venuta a coincidere con Itaca, la patria di Ulisse. Suggestioni di un passato mitico. Vero è che il territorio ha una specificità naturale e un fascino a cui noi, provenienti dal nord, difficilmente resistiamo.

«Il mare che bacia la montagna, saliscendi, profumo intenso di rosmarino e di timo, verde e turchese, vista mozzafiato»: questi gli appunti sul nostro diario di un’escursione che rimane nel cuore e nella memoria.

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi