Le barriere naturali che includono

di Simone Elmi*  

foto di Filippo Frizzera

Non è possibile stabilire a priori da chi è accessibile o meno un percorso di montagna. Le barriere naturali in ambiente outdoor non possono essere abbattute né addomesticate. In questo contesto è la persona che fa la differenza ed è per questo che non vogliamo più parlare di persone disabili, ma di persone con “abilità diverse”. 

La mia esperienza ventennale di lavoro di guida alpina a stretto contatto quotidianamente con una molteplicità di persone di provenienza culturale e sociale differente in moltissime attività outdoor in montagna, ha esaltato in me la percezione che ognuno ha le proprie doti motorie e che il confine fra persone “normali” e “disabili” si è sempre di più assottigliato, andando molte volte a rimescolare le carte. 

 

Il campione paralimpico della nazionale italiana di hockey su slittino, Gianluigi Rosa, durante un’iniziativa di Brenta Open (foto Filippo Frizzera)

Ed è per questo che l’ambiente naturale è uguale per tutti e ciò che fa la differenza per la sua fruizione non è tanto la disabilità o meno, ma la capacità dei vari attori sul territorio di fungere da “facilitatori” per dare la possibilità a tutti, indipendentemente dal livello di abilità e stato psicofisico, di affrontare le proprie sfide. 

Questo è quello che faccio quotidianamente nello svolgimento della mia professione di guida alpina, fungere da mediatore tra le barriere naturali e i fruitori del territorio, indipendentemente dal fatto di essere legato in cordata a 200 metri da terra o su un facile sentiero di montagna. 

Gianluigi Rosa in scalata durante l’evento “Brenta Open 2018” (foto Filippo Frizzera)

L’esempio di “Brenta Open”, la sfida di ragazzi con una forte motivazione, è di stimolare ad abbattere le barriere soprattutto mentali ed è la testimonianza vivace e diretta di come esaltare il nostro territorio con l’aiuto di tutti gli attori che vi operano come luogo di “vero vissuto” e sperimentazione sociale per migliorare le relazioni fra le persone e il proprio benessere. 

 

Dal mio punto di vista fare “turismo accessibile” non contempla solo la sfera delle persone”disabili”, ma va interpretato come concetto più ampio e trasversale, includendo tutti attraverso un’azione di veicolazione del nostro territorio come “accogliente”, dove ognuno può trovare la sua dimensione di esperienza vissuta a prescindere da “abilità diverse e estrazione sociale”. 

Un messaggio incisivo che deve assolutamente passare attraverso: formazione di “sbarrieratori”, facilitatori per la fruizione outdoor del territorio campagne ed eventi per continuare ad abbattere le “differenze”.

 

 

L’evento Brenta open 2019 vedrà, in questo senso, ribaltarsi il concetto di disabilità: sarà una guida alpina “disabile” a guidare in una scalata una persona normodotata e a questo punto le barriere saranno definitivamente scomparse nelle nostre menti! 

Vorrei chiudere queste mie riflessioni con il post di Marcello Frizzera, trai i soci fondatori dell’associazione “Dolomiti Open”, scritto dopo l’esperienza di “Brenta Open 2017”: 

“Questo indimenticabile weekend mi ha insegnato che con una grande forza di volontà, con l’allenamento e con un bel gruppo di amici che ti supportano, tutto è possibile; che la parola “disabile” non ha più alcun significato. In un ambiente come quello delle Dolomiti di Brenta contano le proprie capacità, la voglia di mettersi alla prova e le persone che ti accompagnano. Davanti alla fatica, ad una bella chiacchierata in rifugio e alla soddisfazione del traguardo raggiunto ogni differenza che prima mi sembrava palese semplicemente scompare. Che quando un gruppo di persone decide di dedicare il proprio tempo e le proprie competenze per dare la possibilità di vivere nuove esperienze a persone che queste possibilità non le avevano, il risultato che si ottiene è qualcosa che va oltre la soddisfazione. Si comincia pensando a quello che è possibile “donare” ad una o più persone e al termine di un’esperienza come questa capisci che quello che “hai ricevuto” è di gran lunga maggiore di ciò che hai offerto”. 

*Guida alpina Activity Trentino, presidente ASD “Dolomiti Open”

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