Le affascinanti attività per contattare il francolino di monte

di Carlo Zanrosso 

L’attività affrontata si inserisce nel contesto del primo anno di studio sul francolino di monte (Bonasa bonasia L.) condotto dal Parco Naturale Adamello Brenta, volto ad approfondire le conoscenze sulla specie e studiare una metodologia di monitoraggio efficace ed applicabile all’interno del Parco. In particolare è stato studiato e applicato un monitoraggio che ha previsto l’uso di un richiamo registrato (Playback), emesso in corrispondenza di punti d’ascolto e richiamo localizzati entro i confini del Parco lungo transetti prestabiliti.

L’attività di campo, condotta nella primavera del 2015, ha visto il monitoraggio lungo 6 transetti, registrando 19 contatti, 5 dei quali non considerati ai fini del metodo. Della totalità: 17 sono stati di tipo acustico, 1 di tipo visivo e 1 sia visivo che acustico.

Carlo Zanrosso durante l’attività di monitoraggio

Ai fini di valutare applicabilità ed efficacia del metodo, sono state condotte alcune analisi statistiche per indagare le migliori condizioni di contattabilità della specie valutando: l’utilizzo del richiamo, il momento del monitoraggio (mattina o sera) e le condizioni di luce esterna (giorno o notte), cercando di individuare quali fossero le fasce orarie di maggior risposta.

I risultati ottenuti hanno dimostrato come la contattabilità della specie sia significativamente influenzata dall’utilizzo del richiamo, confermando l’efficacia e l’applicabilità del Playback. Non è stato però possibile dimostrare statisticamente quale fosse il momento migliore della giornata nel quale eseguire il monitoraggio, o se la specie fosse più contattabile in condizioni di luce o buio, anche se la stessa sembra però concentrare la sua attività di canto nelle ore precedenti l’alba e verso il tramonto.

Gli strumenti utilizzati per il monitoraggio

Nonostante il lavoro svolto, la scarsità dei dati pregressi e di quelli ottenuti non ha permesso una valutazione piena ed affidabile del metodo. Le analisi mostrano punti di forza, lasciando però lacune colmabili solo attraverso studi più approfonditi. In tal senso questa ricerca rappresenta solo l’inizio dello studio complessivo previsto dal Parco Naturale Adamello Brenta per il francolino di monte, volto a conoscere e gestire i rapporti tra uomo e natura nell’ottica di una corretta gestione del territorio ai fini della conservazione della specie.

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