L’asino: un sollecitatore naturale di relazioni

di Massimo Dorigoni

Si svolgerà sabato 14 e domenica 15 luglio 2018 all’azienda agricola G. Fruner in località Ballino di Fiavè l’evento formativo “Gestione e comunicazione naturale con l’asino” promosso dall’associazione “Le vie degli asini”.

Durante la giornata dedicata al quadrupede gli ospiti verranno invitati a entrare in contatto diretto con lo stesso e, guidati dai componenti dell’associazione, a seguirne le dinamiche, la gestione e la comunicazione. La peculiarità del percorso è che, lo stesso, partirà da una riflessione che gli ospiti dovranno fare su se stessi.  Due intense giornate che daranno la possibilità a ognuno di riflettere sulle potenzialità dell’asino e ricredersi su alcune leggende metropolitane che riguardano quello che a tutti gli effetti può diventare, attraverso la comunicazione corretta, un fedele compagno di viaggio.

A questo riguardo ce ne ha parlato la responsabile dell’associazione organizzatrice, la psicoterapeuta Manuela Santorum.

Come è nata l’idea di creare questa associazione?

«L’associazione è nata da un semplice gesto: un’asinella e l’idea di come comunicare con lei. La comunicazione con l’asino, sia esso in branco o da solo, è un punto fondamentale per creare nel tempo un dialogo. Lavoriamo all’interno del recinto con i nostri ospiti per fare capire come le dinamiche che si creano fra gli asini possono rispecchiare quelle che si creano all’interno di una famiglia. Da lì gli stimoli per delle riflessioni sulla vita quotidiana di ognuno, dove a volte vi sono aspetti di gelosia, invadenza, iper-protettività».

Altri animali come modello per l’uomo quindi?

«Assolutamente sì. L’asino è sostanzialmente un sollecitatore di relazioni, è rassicurante e prevedibile. È un animale molto socievole ed empatico che ha bisogno di contatto, non lascia mai le persone sole. Le persone, ma specialmente i bambini con difficoltà di relazione, che entrano nel recinto, non saranno mai lasciati soli, ma anche se in un angolo, in solitudine, sarà l’animale stesso che andrà a sollecitare un contatto».

Un percorso che dura nel tempo. Quali i risvolti futuri?

«L’idea ha preso vita nel 2014 e nel 2015 è nata l’associazione “Le vie degli asini”. Nel tempo abbiamo aggiunto i vari asini scegliendoli per varie caratteristiche. Questo ci facilità nella scelta in quanto poi si sceglie l’asino adatto all’utenza o all’obbiettivo da raggiungere. Abbiamo avuto comunque in questi quattro anni un crescendo interesse e di adesioni, dalle singole persona alle  cooperative sociali, dai centri estivi fino ai servizi di neuropsichiatria il tutto operando secondo le nuove linee guida interventi assistiti con gli animali». 

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