L’alpinista Alessandro Corazza racconta il “suo” Manaslù

L’alpinista Alessandro Corazza, presidente della Commissione Escursionismo della SAT centrale, martedì 9 gennaio, alle 20.30, alla Fondazione Caritro, sarà protagonista di una serata durante la quale racconterà la sua scalata alla vetta himalayana del Manaslù (nella foto in alto), un 8000 metri tra i più affascinanti della Terra.

Il 25 settembre dello scorso anno Alessandro Corazza è arrivato in vetta al Manaslù con una spedizione composta da 10 scalatori, dei quali 4 italiani e 12 sherpa e proprio sulla cima ha sventolato il gagliardetto della SAT in segno di ringraziamento nei confronti di chi ha fatto sì che il suo sogno diventasse realtà.

Oltre alla serata del 9 gennaio, il forte alpinista satino sarà ospite in altrettanti analoghi eventi a Rovereto, Cognola, Aldeno, Fondo, Mori, con date ancora da definire.

L’alpinista Alessandro Corazza

«La facilità con la quale si può perdere la vita è una delle sensazioni più forti di questa esperienza – racconta l’alpinista – il Manaslù è una montagna piena di crepacci, dove batte un vento fortissimo, non si sale in cordata, dove ci sono corde fisse metti un moschettone, altrimenti sei libero e se cadi devi sapere che nessuno può venire a prenderti, è troppo rischioso. A me è capitato, sono finito in un crepaccio fermandomi a 20 metri, per fortuna avevo un chiodo, l’ho piantato nel ghiaccio e con picozza e ramponi sono riuscito a risalire, ma lì ho visto veramente la mia fine».

Per prepararsi a questa impresa Alessandro Corazza ha scalato in questi ultimi anni i 6.900 dell’Aconcagua, l’Elbrus e altre innumerevoli cime tra i 5  e i 6000 metri, seguendo anche una preparazione atletica molto intensa sulle montagne di casa.

«Con le serate in giro per il Trentino – spiega l’alpinista – vorrei trasmettere un messaggio ai giovani sul fatto che anche chi non è un professionista della montagna, con una preparazione adeguata e con passione, può raggiungere traguardi importanti. La montagna va vissuta amata e rispettata, si va in alto un passo dopo l’altro, senza mai forzare i propri limiti».

 

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