Molveno: inaugurato il tavolo più lungo mai realizzato sulle sponde di un lago

È stato inaugurato a Molveno il tavolo più lungo al mondo che sia stato mai realizzato sul fondale di un lago. Lungo 100 metri l’obiettivo dell’opera è di creare un punto d’incontro tra le persone e il lago di Molveno parzialmente svuotato per i lavori di manutenzione straordinaria degli impianti di Nembia gestiti da Hydro Dolomiti Energia.

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Un momento dell’inaugurazione del tavolo sulle sponde del lago di Molveno (Foto Filippo Frizzera)

Il tavolo di legno è stato realizzato nell’ambito del progetto “#OP17. Io. Sempre. Opera dello svelamento, conoscenza e rinnovamento delle acque lago di Molveno 2017”, un programma di opere d’arte e di iniziative voluto dall’amministrazione comunale per rendere unica e indimenticabile l’esperienza del lago svuotato. L’opera è nata con l’intento di permettere a turisti e residenti d’innescare meccanismi di condivisione e socialità, scambio di idee, pensieri e dibattiti, verso un orizzonte davvero inconsueto.

Oltre al tavolo è stata realizzata anche la cosiddetta “capsula del tempo”, un contenitore stagno che sarà inabissato nel lago il prossimo 3 giugno, creato per raccogliere e conservare piccoli oggetti e informazioni rappresentativi della nostra epoca (titoli di giornali, registrazioni, fotografie, monete, pensieri personali) destinati a essere ritrovati in futuro. L’idea ha preso spunto dall’iniziativa dell’Università di Oglethorpe, ad Atlanta, dove nel 1936 è stata allestita una “cripta della civiltà”, una stanza sigillata contenente un campione rappresentativo di oggetti, la cui apertura è prevista per l’anno 8113. Il posizionamento della capsula sarà fatto in modo da consentire il ritrovamento durante un eventuale futuro nuovo svuotamento del bacino lacustre.

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La “Capsula del tempo”

Oltre al tavolo e alla capsula del tempo, il progetto “#OP17”, sviluppato da Natourism prevede installazione sul fondale del lago di una serie di opere d’arte realizzate da artisti di fama internazionale, tra le quali un paesaggio sonoro (soundscape) con delle musiche di Luca Saporiti, attuale bassista dei Marlene Kuntz; una scultura monumentale in ferro, di Morgana Orsetta Ghini, raffigurante un’icona del lago.

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