La vicenda dell’alpino Rodolfo Beretta a “Porta a Porta”

L’opera di recupero sui ghiacciai del Trentino dei resti dei soldati caduti sul fronte della Grande Guerra ha suscitato l’interesse della trasmissione di Rai 1 “Porta a Porta” che oggi, giovedì 1 novembre, dedicherà spazio alla vicenda dell’alpino Rodolfo Beretta.

 

A parlarne nello studio di Bruno Vespa sarà Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia. Rimasti sepolti per cento anni sotto una coltre di ghiaccio sul più alto fronte della Grande Guerra, a oltre 3000 metri di altitudine, i resti dell’alpino Beretta sono riaffiorati nell’estate 2017 ai piedi del Corno di Cavento nel Gruppo dell’Adamello e recuperati da una équipe multidisciplinare composta da archeologi, geologi, guide alpine, restauratori. Le operazioni, condotte con metodologia archeologica, hanno portato al recupero di alcuni oggetti che hanno permesso di ridare un’identità al caduto.

 

Nella foto in alto (dell’archivio Ufficio stampa della Pat) Cima Cavento, Vedretta di Fumo, la zona del rinvenimento dei resti di Rodolfo Beretta.

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