Il gioco di luci delle Dolomiti

 

Il grande alpinista Bruno Detassis tutte le mattine si affacciava dalla finestra del suo rifugio, il Brentei, nel cuore delle Dolomiti di Brenta, ed estasiato ammirava le “sue” montagne. Il figlio, ancora piccolo, un giorno gli chiese: «Papà, ma come fai a non stancarti a guardare sempre le stesse montagne». E Bruno gli rispose:  «Ogni giorno le montagne cambiano, non sono mai uguali a quelle di ieri e a seconda della luce regalano visioni sempre diverse e meravigliose». Aveva ragione Bruno Detassis, le Dolomiti non sono mai uguale a se stesse.

ab27-photo-valerio-banalOltre alle trasformazioni dovute al tempo, all’erosione, agli agenti atmosferici, tutte le mattine e i pomeriggi si accendono di tonalità differenti, come quelle colte in queste bellissime immagini scattate dal fotografo paesaggista Valerio Banal, passando dai colori delicati simili ai fiori di lavanda dell’aurora, ai toni rossi dell’alba, fino alle gradazione rosate, tendenti al viola, del tramonto.

É come uno straordinario gioco di luci che, allo stesso modo di quanto accade in teatro, crea scenografie fantastiche, trasformando i picchi, le guglie e i torrioni, in castelli, architetture gotiche, campanili e cattedrali. Raggiungendo l’apoteosi quando poi le montagne si colorano di un rosso accesso che degrada via via verso un rosa più morbido, dando vita al fenomeno dell’enrosadira.

Questo fenomeno naturale, il cui nome deriva dalla lingua ladina (da rosadüra o enrosadöra che significa “diventare color rosa”) è causato dalla particolare composizione chimica delle rocce sedimentarie delle Dolomiti (la dolomia) costituite soprattutto da dolomite, un minerale che nelle giornate limpide e in base all’inclinazione dei raggi del sole si comporta come una sorta di prisma che rifrange la luce, scomponendola in fasce colorate con tinte dal rosso al viola.

 

ab45-photo-valerio-banalA seconda della posizione della terra rispetto al sole nei vari periodi dell’anno e delle condizioni atmosferiche, il fenomeno dell’enrosadira può cambiare in modo significativo anche da un giorno all’altro, regalando così visioni sempre diverse.

Con la luce delle ore pomeridiane le Dolomiti si colorano di toni pallidi ed evanescenti mentre, dopo il tramonto, all’approssimarsi della sera, assumono colori sfumati, come se, giunti alla fine dello spettacolo, si preparassero alla chiusura serale del sipario, pronte a rinnovare i loro meravigliosi giochi di luce con il sorgere del nuovo giorno. É la bellezza e l’unicità delle Dolomiti, patrimonio di tutta l’Umanità.

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