La scelta “green” dell’Altopiano della Paganella

L’Altopiano della Paganella per il proprio sviluppo locale si può proprio dire che ha fatto una scelta “green“: ha deciso infatti di realizzare sette progetti, valorizzando le bellissime risorse naturali e culturali del territorio, per un turismo sempre più sostenibile.

Questi progetti, che saranno realizzati dalla Comunità della Paganella, in accordo con i Comuni (Andalo, Molveno, Fai della Paganella, Cavedago e Spormaggiore) e la Provincia autonoma di Trento con risorse finanziarie del cosiddetto “Fondo strategico territoriale“, sono stati votati dalla popolazione che ha attribuito agli stessi anche un ordine di priorità di realizzazione in base alla risorse finanziarie subito disponibili.

In cima alla lista è risultato il progetto di una rete ciclo-pedonale per mettere in comunicazone i cinque paesi dell’altopiano (costo complessivo dell’opera 8,1 milioni); al secondo posto si è posizionato la flyline a Cavedago, denominata “Volo dell’angelo”, una linea area di 1.200 metri, costituita da un cavo d’acciaio che dalla località Parco di S. Tommaso scende fino a località le Rime, con uno spettacolare scenario sulla Val di Non (costo 300 mila euro); al terzo posto una rete di percorsi escursionistici geologici, naturalistici, etnografici e storici nell’area pedemontana delle Dolomiti di Brenta, Patrimonio dell’Umanità Unesco (costo 1 milione di euro).

Il progetto del circuito ciclo-pedonale che collegherà i cinque comuni dell’Altopiano della Paganella

Seguono poi nell’ordine il progetto per una piazza verde per il centro abitato di Fai della Paganella (costo 2,5 milioni); la valorizzazione a Spormaggiore di Castel Belfort, maniero di cui la parte più antica risale al 1200, con l’inserimento di volumi in acciaio e vetro nelle sale e nei cortili esistenti per farlo diventare il centro culturale dell’Altopiano (costo 1,8 milioni)  la realizzazione della circonvallazione di Andalo per alleggerire il centro nevralgico della famosa località turista dal traffico (costo 6,4 milioni) e infine la valorizzazione del sito archeologico retico di Dos Castel a Fai della Paganella, una delle aree archeologiche più importanti del Trentino Alto Adige e dell’arco alpino (costo 500 mila euro).

Il progetto per fare diventare Castel Belfort il Centro culturale dell’Altopiano

Adesso la Comunità della Paganella, i Comuni e la Provincia dovranno esprire il loro punto di vista, trovando una mediazione a livello di Altopiano, considerando le risorse attualmente disponibili (5 milioni di euro) e le indicazioni di priorità, anche se non vincolanti, espresse dalla popolazione. Indicazioni che sono entrate anche nel merito dei rispettivi progetti, con idee, proposte, obiettivi, punti di forza e di debolezza.

«Operativamente – ha spiegato il presidente della Comunità della Paganella, Gabriele Tonidandel –  ci sarà una mediazione da parte degli amministratori e della Provincia e a brevissmo, in ragione delle risorse che avremo a disposizione stileremo una priorità d’intervento, partendo con la progettazione esecutiva per dare corso, nel più breve tempo possibile, quanto meno alle opere che riusciremo a realizzare in questa fase. Opere che peraltro rimarranno tutte e sette in agenda e che verranno via via finanziate anche in considerazione delle indicazioni espresse dalla popolazione»

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