La replica di Rossi all’attacco del M5S sulla gestione degli orsi

Non si è fatta attendere la replica di Ugo Rossi alla comunicazione diffusa oggi dal portavoce parlamentare alla Camera del Movimento 5 Stelle, Paolo Bernini, che ha denunciato la Provincia autonoma di Trento per la vicenda dell’orsa KJ2 e più in generale sulla gestione dei grandi carnivori in Trentino.

Puntuale è arrivata la replica della Provincia, con una nota diffusa nel pomeriggio in cui si evidenzia che “Il comunicato stampa diffuso dal rappresentante parlamentare del Movimento Cinque stelle sulla gestione del orsi in Trentino presenta gravi inesattezze e fa opera di disinformazione. Come ben sanno tutti coloro che non si sono occupati solo occasionalmente del progetto – sottolinea il presidente della PAT, Ugo Rossi – il ripopolamento in Trentino è stata un’esperienza di successo, considerato che oggi, a 20 anni dal suo inizio, abbiamo sul territorio, caso unico in tutto l’arco alpino, una popolazione di orsi bruni fra i 50 e i 60 esemplari. Anche a livello europeo il caso trentino è visto con grande favore ed è sorprendente che proprio in Italia qualcuno cerchi di sminuirne la portata o addirittura di mettere in dubbio la correttezza di chi fino a oggi lo ha gestito, in gran parte con risorse umane e materiali proprie”.

In merito alle altre affermazioni contenute nella nota del M5S la Provincia osserva inoltre che “viene detto che abbattere un orso problematico non è accettabile per un Paese civile: il controllo degli orsi anche mediante abbattimento nei casi di pericolosità per l’uomo è una prassi adottata proprio nei paesi “civili”, qualsiasi cosa significhi questa espressione, Scandinavia e Nord America su tutti; i fondi europei che la Provincia ha ricevuto per la gestione degli orsi non sono pari a 8 milioni, ma, a oggi, esattamente a euro 211.995,85 (progetti Life Arctos e Life Dinalp, quest’ultimo ancora in corso); il Parco naturale Adamello Brenta ricevette invece circa 1,5 milioni in 8 anni (negli anni 1997-2004, ovvero durante il periodo di vita del progetto Life Ursus). Dunque la Provincia autonoma di Trento da sempre sostiene i costi della gestione dell’orso in modo assolutamente prevalente, cioè con fondi propri, coprendo oltre il 90% della spesa totale; il controllo degli orsi anche, in ultima istanza, attraverso la loro rimozione, è assolutamente conforme alla normativa UE (direttiva Habitat n. 92/43/CEE); il personale che gestisce l’orso in Trentino è preparato e competente; lavora da sempre in stretto raccordo con i maggiori esperti di orso in Europa e nel mondo e fa parte di autorevoli organi scientifici (Bear Specialist Group dell’IUCN, International Bear AssociationIBA Large Carnivore Initiative for EuropeLCIE); ogni azione di rilievo nella gestione degli orsi in Trentino è stata, è, e sarà, presa sentiti anche i maggiori esperti in materia; è stato così anche nel caso della gestione di KJ2; infine, il progetto Life Ursus non è stato avviato senza le “valutazioni fondamentali e necessarie per prevenire i possibili conflitti”; è vero l’esatto contrario perché il progetto è partito solo dopo l’autorevole Studio di fattibilità di ISPRA (1997) che lo precedette e lo fondò. Alla luce di quanto sopra riportato – evidenzia la nota della Provincia – il presidente Rossi rileva come sarebbe utile assumere informazioni corrette prima di affrontare temi di questa delicatezza”.

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