La Pet-Therapy nel day hospital oncologico e protonterapia

All’Ospedale Santa Chiara di Trento, dopo i risultati positivi che si sono ottenuti in Pediatria, la pet-terapy è stata avviata adesso anche nelle unità operative di day hospital oncologico e in protonterapia, dove tutti i mercoledì mattina i pazienti  potranno beneficiare di questa nuova attività assistita con gli animali, nata per supportare la cura di disturbi della sfera psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale e sostenere le relazioni delle persone in difficoltà.

Questi interventi, previsti dalle disposizioni attuative delle Linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali e approvati dalla Provincia, sono finalizzati al miglioramento della qualità della vita e della corretta interazione uomo-animale.

«Sono sempre più numerosi gli studi che confermano come il contatto con un animale – ha spiegato l’assesssore provinciale alla Salute,  Luca Zeni – possa rappresentare un aiuto per i pazienti, specie se bambini o anziani, migliorando le condizioni fisiche, emotive e sociali della persona. La pet-therapy affiancandosi alle terapie mediche, è una possibilità in più per migliorare la qualità di vita e le condizioni fisiche delle persone, aiutando chi si trova in particolari condizioni di disagio».

La pet-therpy è effettuata da figure professionali appositamente formate a garanzia della tutela delle persone e degli animali coinvolti. Saranno interessati dall’attività i pazienti giudicati idonei dai medici, i quali incontreranno animali di piccola o media taglia, come conigli o cani addestrati, sottoposti a rigidi controlli veterinari. L’associazione Zampa Amica, guidata da Katia Bertoldi, esperta in interventi assistiti con gli animali, ha collaborato con passione all’avvio del progetto e alla stesura dei protocolli di sicurezza, garantendo anche l’idoneità degli animali a tale attività.

I risultati di alcuni recenti progetti, dimostrano che la relazione con l’animale riaccende l’interesse verso gli altri, attraverso stimoli sensoriali tattili e visivi, creando un’empatia che induce anche pazienti depressi o in isolamento sociale a reagire verso la loro situazione. Inoltre, in ambito pediatrico, riduce sensibilmente i livelli di stress dei piccoli degenti, aiutandoli ad accettare e superare meglio momenti spesso traumatici.

Nell’Unità operativa di protonterapia l’attività è inserita in un più ampio progetto aziendale di qualificazione del tempo che il bambino con problematiche oncologiche trascorre in ospedale. La finalità è di aiutare i piccoli ad adattarsi e vivere l’esperienza ospedaliera nel modo più sereno possibile.

La pet-therapy in ospedale è stata realizzata granziue anche ai contributi di privati, tra i quali Serena e Luigi Ippolito, genitori di Giulia prematuramente scomparsa l’anno scorso e l’Associazione 27 Giugno onlus.

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