Paganella: la montagna che fa sognare di volare

La Paganella questa estate è tornata ad attrarre un numero altissimo di escursionisti, grazie a due nuovi percorsi che sono stati realizzati dalla Società degli impianti “Paganella 2001”: il “Sentiero delle aquile” e la “Via Ferrata delle Aquile – Carlo Alberto Banal”. Due spettacolari itinerari sospesi nel cielo, dove in diversi punti si vive l’emozione di potere ammirare panorami stupendi e d’immaginare le visioni che possono avere dall’alto le aquile che spesso volteggiano come re nell’azzurro che fa da volta alla montagna.
Nati da un’idea del viaggiatore Franco Gionco e realizzati dalla guida alpina e celebre alpinista Elio Orlandi, questi due percorsi permettono di riscoprire il piacere del contatto con una natura, fatto di panorami, emozioni, osservazioni di piante, animali e rocce.

IMG_2527 Photo Valerio Banal MG
L’arco di Tito
 Il sentiero delle aquile

Il “Sentiero delle aquile”, che si sviluppa lungo il vecchio tracciato della Roda (che è stato messo a nuovo) è classificato di facile/media difficoltà e con un dislivello di 155 metri richiede un tempo di percorrenza di circa due ore; inizia all’arrivo della seggiovia della Cima Paganella e la partenze è indicata da un’apposita segnaletica. La parte più esposta dell’itinerario è attrezzata con un cordino metallico, per affrontare il quale è consigliato il kit da ferrata, ma in alternativa si può evitare questo tratto passando per il sentiero 602, attraverso il quale si raggiunge il Canalone Cesare Battisti, dal quale si può poi riprendere il percorso originario.Lungo il tragitto si possono ammirare il bellissimo “Arco di Tito”, un arco naturale scavato nella roccia che si affaccia sulla Val d’Adige e lo stupendo anfratto chiamato la “Grotta dei camosci”, dove si trova una sorgente d’acqua freschissima e saporita, secondo una vecchia leggenda la fonte dell’eterna giovinezza. Una bevuta quindi è d’obbligo.

La Ferrata delle aquile-Carlo Alberto Banal

Superato il punto panoramico del Canalone Battisti, dal quale si possono ammirare Trento e le montagne che la circondano, la catena del Lagorai, le vette del Trentino meridionale, si giunge all’attacco della “Ferrata delle aquile – Carlo Alberto Banal” (per la mappa della via ferrata clicca qui ferrata-delle-aquile-sud-est-ritagl-copia). Mentre il primo percorso può essere affrontato da tutti, questa via ferrata (dedicata in ricordo all’alpinista di Andalo, Carlo Alberto Banal) è invece impegnativa e quindi richiede una certa esperienza di vie ferrate. Il tracciato, attrezzato magnificamente, con tratti in discesa e salite verticali, traversi e due emozionanti ponti tibetani, si sviluppa per circa un chilometro e per 280 metri di dislivello, lungo i cosiddetti “Spaloti di Fai”, delle imponenti formazioni rocciose che cadono a picco sul Canalone Battisti e di fronte ai quali si sviluppa l’imponente parete sud-est della Paganella, famosa nel mondo dell’alpinismo per le vie di arrampicata tracciate  da alpinisti famosissimi come i grandi Bruno Detassis e Cesare Maestri. L’arrivo della ferrata è stato chiamato il “Trono dell’aquila”, un affascinante punto panoramico che può essere raggiunto anche dal “Sentiero delle aquile”, attraversando una foresta di mughi, con immensi tronchi striscianti sul terreno, costituito prevalentemente da torba. Per il rientro, in alternativa all’itinerario di andata, si può percorrere il “Sentiero botanico” che riporta in vetta alla Paganella e lungo il quale si possono udire in lontananza i fischi delle marmotte ed ammirare numerose specie floreali, tra i quali le incantevoli stelle alpine.

05_Ferrata delle aquile foto Valerio Banal
Uno dei passaggi aerei della Ferrata delle Aquile-Carlo Alberto Banal

 

09_ferrata-delle-aquile-foto-valerio-banal

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