La mobilità del futuro? Condivisa, circolare, sostenibile e intermodale

Come dovrà essere la mobilità del futuro? A rispondere a questa domanda sono gli esperti internazionali riuniti al Polo Meccatronica di Rovereto in occasione della seconda edizione del “Forum innovazione mobilità sostenibile”, promosso da BioEcoGeo, in partnership con Trentino Sviluppo.

Dall’evento, organizzato per fare incontrare più di cento persone, tra investitori, imprenditori, manager, startup e istituzioni e per creare un momento di riflessione sul tema della mobilità, sono emersi due punti chiari e fondamentali: il primo, di natura strategica, è che l’Italia deve guardare con coraggio alla decarbonizzazione e all’economia circolare nei trasporti, dal navale all’automotive; il secondo è che la mobilità del futuro dovrà essere condivisa, circolare, sostenibile e intermodale.

Una strada, questa, già intrapresa sotto molti aspetti dal Trentino. Come ha spiegato Paolo Pretti, direttore operativo di Trentino Sviluppo, in questo senso non è stato un caso che il forum sia svolto al Polo Meccatronica: «Abbiamo deciso di ospitare la seconda edizione del forum perché il nostro territorio più di qualunque altro sta investendo in innovazione nel settore automotive, dai software all’intelligenza artificiale per le auto, dalla bikeconomics alle colonnine elettriche di nuova generazione».

Un momento del forum (foto archivio Ufficio stampa PAT)

 

Che questa sia la strada da seguire lo hanno spietato con alcuni esempi emblematici gli esperti presenti all’eventi, a cominciare dal settore automobilistico che assorbe, oggi, il 60% dei materiali della global supply chain (la catena di approvvigionamento delle industrie a livello globale). «Con l’aumento della domanda di automobili, cresce a sua volta la domanda di materie prime, metalli comuni e rari, plastiche, vetri di qualità, vernici. E pensare – ha evidenziato Ashima Sukdev della Ellen MacArthur Foundation, il colosso inglese dell’economia circolare per la prima volta in Italia – che un’auto di proprietà giace per circa il 95% del suo tempo inutilizzata, mentre nel caso di un mezzo in car sharing la percentuale scende al 60%. Per questo diventa fondamentale promuovere nuovi modelli di mobilità condivisa».

Un compito che spetta ai singoli cittadini, ma anche agli enti pubblici, così come ha osservato Oren Ezer, fondatore della compagnia israeliana Electroroad che, in collaborazione con la città metropolitana di Tel Aviv sta brevettando un circuito stradale magnetico a induzione su cui camion, autobus e veicoli elettrici possano circolare senza preoccuparsi della ricarica.

Sfide logistiche, queste, che riguardano sempre di più anche le città italiane, «Sempre più divise – spiega Edouardo Barreiro della società di spedizioni UPS – in zone pedonali e zone a traffico limitato, dove per consegnare un pacco bisogna ingegnarsi, per esempio promuovendo l’uso di cargo bike o reinventando in chiave automotive i carrelli che le nostre nonne usavano per portare a casa la spesa e che adesso, grazie alla tecnologia, possono trasportare fino a 50 chili di peso».

Durante l’evento è stato, inoltre, annunciato l’avvio del progetto di ricerca per l’auto “del futuro”, connessa, geo-localizzata e cybersicura, che verrà sviluppato in Trentino, al Polo Meccatronica a Rovereto. Già compresa fra gli obiettivi centrali dell’ambizioso programma di ricerca industriale elaborato da Fiat Chrysler Automobiles -FCA e dal Centro Ricerche Fiat-CRF, oggetto la scorsa primavera di un protocollo d’intesa siglato dal Ministero dello sviluppo economico, la Provincia autonoma di Trento e le Regioni Piemonte, Campania e Abruzzo. Quell’intesa è oggi parte dell’Accordo di programma sulla mobilità sostenibile che vede il Trentino coinvolto in una delle quattro attività fondamentali del progetto, quella ribattezzata “Veicolo connesso, geo-localizzato e cybersicuro VeGa”, in particolare il progetto esecutivo “Veicolo digitale 2025” per un valore di euro oltre 5 milioni di euro.

Il progetto impegna FCA Italy e CRF a sviluppare tutta una serie di attività assieme ai soggetti pubblici e privati presenti in Trentino, dell’industria, della ricerca, e del sistema autostradale. Il prossimo passo sarà d’insediare a Rovereto, entro il 2018, un nucleo di persone che si occupino della sperimentazione di veicoli innovativi su strade digitali e di testare nuove iniziative sul versante della mobilità sicura.

 

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